Uno studio sui farmaci contro il virus varata la guida di quelli più efficaci

PESCARA. Combattere un nemico invisibile. Motore Sanità, associazione no profit che promuove il rinnovamento in ambito sanitario, spiega quali i sono farmaci utilizzabili per il trattamento del Covid-...
PESCARA. Combattere un nemico invisibile. Motore Sanità, associazione no profit che promuove il rinnovamento in ambito sanitario, spiega quali i sono farmaci utilizzabili per il trattamento del Covid-19.
LE FASI. Le informazioni arrivate dai medici hanno descritto un preciso decorso della malattia in 3 fasi distinte: “virale" iniziale, “mista” e una terza fase “infiammatoria”. In questo scenario la gestione del virus, all’interno dei team di cure strutturate, diventa fondamentale, essendo dimostrato che scelte terapeutiche tempestive possono migliorare l’esito. «L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) pur comprendendo lo stato di emergenza, ha chiesto e chiede estrema prudenza in attesa dei risultati degli studi che a breve potrebbero portare evidenze e maggiori certezze», si legge nel report di Motore Sanità. «Per questo ha aperto una sessione dedicata a fornire indicazioni sulle terapie attualmente impiegate al di fuori delle sperimentazioni e commercializzate per altre indicazioni, fornendo i dati disponibili su prove di efficacia e sicurezza. E per fare chiarezza, attraverso la sua commissione tecnico scientifica, ha predisposto delle schede di sintesi che riportano in modo chiaro tutto ciò che si deve sapere sulle terapie», scrivono nel report, in attesa di farmaci specifici antivirali che saranno la vera cura per Covid-19.
I FARMACI. Ecco il quadro di esperienze emerse dalla pratica clinica internazionale, sulle terapie attualmente disponibili, secondo l’analisi di Motore Sanità. Si parte da clorochina ed idrossiclorochina (utilizzati di solito per la cura dell’artrite reumatoide e Lupus), «da utilizzare sia nei pazienti ospedalizzati, sia in quelli in isolamento domiciliare. Negli studi di laboratorio essi hanno dimostrato di possedere un’attività contro i coronavirus che sembra confermarsi ampiamente nell’attuale impiego empirico». Il paracetamolo (la tachipirina, per esempio), poi, è da utilizzare per il controllo della temperatura corporea. «In caso di intolleranza all’uso di antinfiammatori bisogna utilizzare la dose minima efficace per il periodo più breve possibile».
Motore Sanità poi passa all’analisi dell’eparina, «da utilizzare per la profilassi del tromboembolismo venoso per tutti i pazienti a rischio tromboembolico con Covid». Ci sono anche i corticosteroidi (farmaci cortisonici), «da utilizzare solo in pazienti con sintomi da deficit surrenale o in condizioni cliniche selezionate».
Gli antibiotici (betalattamici) vengono consigliati da utilizzare solo nei casi in cui vi sia una sovrainfezione batterica accertata. «Gli antivirali disponibili come opinavir/ritonavir, darunavir/ritonavir o darunavir/cobicista, non sembrano dare risultati allo stato attuale anche se questo potrebbe dipendere dal fatto che ad oggi sono stati utilizzati forse in fase troppo avanzata di malattia. Comunque gravati da importanti eventi avversi», fa notare l’associazione no profit che promuove il rinnovamento in ambito sanitario.
Infine, ci sono i farmaci biologici ad azione anti-infiammatoria (Tocilizumab, Sarilumab, Anakirna, Emapalumab) hanno indicazione in un trattamento precoce di pazienti con in fase 2-3. «Sono farmaci ad utilizzo ospedaliero quindi la prescrizione avverrà in base alle indicazioni del medico e delle avvertenze della scheda tecnica del farmaco. Nel caso non si possa disporre di tocilizumab nella formulazione endovenosa, c’è la possibilità di utilizzo della formulazione sottocute seppure con poca esperienza d’impiego ad oggi».
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