Uomini e donne, stipendi uguali: la proposta di legge arriva in aula

2 Agosto 2023

Domani si vota il progetto di Paolucci e Scoccia che punta a cancellare le discriminazioni tra sessi Per la maggioranza guidata da Marsilio si tratta di un banco di prova sul tema della parità di genere

L'AQUILA. Stipendi uguali, per uomini e donne, senza alcuna differenza retributiva, anche nel settore privato. Approderà domani, in consiglio regionale, la proposta di legge a firma del capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, e della consigliera del gruppo misto, Marianna Scoccia. Per la maggioranza guidata dal presidente Marco Marsilio, si tratta di un banco di prova sul tema della parità di genere: nel testo, emendato con un'appendice che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro, spalmati su tre annualità dal 2023 al 2025, prevede una serie di misure che affiancano al "rispetto della parità retributiva tra i sessi e il contrasto al gender gap", azioni concrete per la permanenza, il reinserimento e l'affermazione delle donne, sia lavoratrici dipendenti che libere professioniste, nel mercato del lavoro, la valorizzazione delle competenze femminili, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e un'equa distribuzione delle responsabilità della cura familiare oltre alla diffusione di una cultura organizzativa non discriminatoria nelle imprese.
Il tutto con l'intento di superare la differenza di carriera e di stipendio, basata sul genere, che ancora penalizza le donne. Basta analizzare qualche dato per averne contezza: stando ai dati raccolti nel 2021 dall'Unione Europea quasi un terzo delle donne (30%) lavora part-time, contro l'8% degli uomini. Le donne sono inoltre più propense ad avere interruzioni di carriera: un terzo delle donne occupate nell'Ue ha subito un'interruzione del lavoro per motivi di custodia dei figli, rispetto all'1,3% degli uomini. E ancora, il 24% del divario retributivo di genere totale, può essere spiegato con una sovra-rappresentanza di donne in settori a basso salario come l'assistenza, la sanità e l'istruzione.
Il numero di donne nel campo della scienza, della tecnologia e dell'ingegneria è aumentato, ma rappresenta solo il 41% della forza lavoro. Le donne occupano meno posizioni dirigenziali: nel 2020 costituivano un terzo (34%) dei dirigenti. Se si guarda al divario tra le diverse professioni, le donne manager sono le più svantaggiate: guadagnano il 23% in meno all'ora rispetto agli uomini. Tra le iniziative inserite nella proposta di legge è previsto un sistema di premialità per le aziende, pubbliche e private, con meno di 100 dipendenti, che attuano la parità retributiva, con particolare attenzione alla formazione e ai passaggi di qualifica delle donne. Vengono, inoltre, istituiti il registro regionale delle imprese virtuose che attuano la retribuzione di genere e la "Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro", da celebrarsi il 7 giugno, per sensibilizzare alla parità di genere sul lavoro e contro ogni forma di discriminazione. Nell'ambito della promozione dell'occupazione femminile, la Regione sostiene le piccole imprese che assumono donne a tempo indeterminato coprendo in totale la spesa per i servizi di formazione.
Previsto, infine, il reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza e con disabilità. Nascerà anche uno Sportello donna per garantire servizi e misure di politica attiva del lavoro con avvisi e bandi per l'incrocio tra domanda e offerta. Un capitolo a parte riguarda la concessione del microcredito a donne in situazioni di disagio sociale. «Una legge necessaria», la definisce Paolucci, «perché ci siano tutele, opportunità e misure per crescita, sviluppo e lavoro femminile. Lo è anche come ulteriore mezzo per combattere la violenza di genere e restituire un percorso nuovo a chi ne è stata vittima. Senza parità di genere non si può raggiungere un sistema equo di cittadinanza e convivenza, né può esserci un reale sviluppo socio-economico. Marsilio non perda altro tempo», conclude, «e agevoli l’approvazione di un provvedimento capace di sostenere e promuovere il superamento della disparità di genere anche in Abruzzo».
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