Urbanistica e commercio, pratiche più snelle

La legge sulla semplificazione in consiglio. La Regione: «Aiuto ai settori». Protestano gli ambientalisti
L’AQUILA. Non è neanche arrivata in consiglio che già è scontro aperto. La legge sulla semplificazione urbanistica, che ha lo scopo di snellire la burocrazia, oggi principalmente sulle spalle dei consigli comunali, non piace agli ambientalisti che traducono il provvedimento con il termine “cementificazione”.
L’obiettivo della maggioranza in consiglio regionale, previsto per oggi, è quello di arrivare a tempi certi e ridotti per l’approvazione degli strumenti urbanistici. Si parla di 30 giorni per ottenere la risposta, trascorsi i quali entra in corsa la Regione che può commissariare le pratiche. Attualmente la pubblica amministrazione lascia in sospeso progetti anche per anni.
Un’altra semplificazione di cui si parlerà è quella legata all’emergenza Covid-19. Si punta ad andare incontro alle attività commerciali aiutandole a uscire dalla crisi con permessi nell’installazione di strutture rimovibili, dehors, gazebo e pensiline. Tutto ciò anche in deroga ai regolamenti edilizi e agli strumenti urbanistici comunali. Ma solo per un periodo massimo di due anni.
«Nessuna furbata, nessun regalo ai costruttori, nessuna strizzatina d’occhio, ma semplicemente la consapevolezza di dover far ripartire due settori, quello dell’edilizia e quello del commercio, che sono il motore del nostro Abruzzo», hanno sottolineato il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri e l’assessore regionale a Urbanistica e Territorio, Nicola Campitelli.
Ma dietro il titolo “Misure urgenti e temporanee di semplificazione” si cela, secondo Stefano Civitarese, presidente dell’associazione Coalizione Civica Pescara, «un disegno di deregulation del governo del territorio che porterà ulteriore cementificazione e aggressione al paesaggio e all’ambiente. Il testo, formato da 13 articoli, non ha nulla di provvisorio, al di là del rinvio di stile a una futura revisione organica della materia». Filomena Ricci del Wwf Abruzzo ha scritto ai consiglieri regionali invitandoli a non votare la proposta e ad aprire un momento di ascolto e confronto «per una seria riforma della legge urbanistica con obiettivo consumo zero del territorio. È sbagliato intervenire in una materia così delicata come la pianificazione urbanistica attraverso provvedimenti spot», ha affermato Ricci, «la materia impone una fase di confronto e condivisione per giungere a riforme di settore serie che tengano conto degli effetti di quanto si intende autorizzare».

