Urso: l’Abruzzo è la regione modello della fascia adriatica

E Fitto rassicura: «Con Marsilio sto lavorando per rifinanziare la ferrovia per Roma»
«Le scelte che oggi stiamo compiendo guardano al completamento del Pnrr e alla data di giugno 2026, fino al termine della legislatura». Sbarramento oltre il quale, il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, lo ha detto chiaramente «non si può andare. Se gli interventi non saranno completati e collaudati», ha dichiarato dal palco, «rischieremmo di avere il danno della revoca delle risorse e la beffa di trovarsi in presenza di opere già avviate, che hanno prodotto delle obbligazioni giuridicamente vincolanti, e di dover trovare sul nostro bilancio le risorse per coprirle». Ed ha aggiunto: «Ma non capisco tutte queste polemiche sulla Roma-Pescara, il progetto non può essere ammesso ai Fondi del Pnrr perché antecedente alla definizione del Piano e non realizzabile entro giugno 2026. Stiamo però lavorando con il presidente Marco Marsilio all'individuazione delle risorse per il futuro». Dall'Aurum di Pescara, dove si è chiusa la due giorni dell’Abruzzo Economy Summit, Fitto ha così tracciato le linee della modulazione del Piano di ripresa e resilienza.
Il forum ha riunito anche ieri, oltre ai due ministri, anche una vasta platea di stakeholder e industriali, con l'Abruzzo al centro della narrazione economica del Paese. «Una conseguenza della guerra della Russia all’Ucraina porterà l’Europa a svilupparsi, nei prossimi decenni, lungo l’asse adriatico e l’Abruzzo è una regione modello per tutta l’area», il messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che ieri ha anche visitato l'Angelini Technologies e Fameccanica a San Giovanni Teatino, attiva nella realizzazione di macchine industriali nel settore hygiene e nella robotica e automazione industriale, che ha annunciato un impegno fino a 600 milioni di euro, tra investimenti e risorse dedicate nei prossimi cinque anni, per lo sviluppo della divisione tecnologia industriale.
SCELTE CORAGGIOSE. Torniamo a Fitto che ha parlato di «un livello di responsabilità enorme» e della necessità di fare scelte che «vadano nella direzione corretta»: obiettivo che si concretizza con «la revisione del Pnrr». Nell'intervento al Summit sull'economia, alla terza edizione, promosso da Mirus in collaborazione con la Regione Abruzzo con la media partnership de Il Sole 24 Ore e il patrocinio di Confindustria Chieti Pescara, comune di Pescara, Odcec Pescara e Confimi Industria Abruzzo, il ministro per gli Affari europei ha toccato anche il tema degli interventi per i Comuni, una partita da 6 miliardi di euro per la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico. Ma anche qui torna lo spettro del definanziamento: «Trovare una soluzione a questo problema, che è oggettivo, è farlo nell’interesse del nostro Paese e, ipotizzare questo spostamento di risorse, con la seconda parte della proposta che facciamo sulla revisione è molto importante per il nostro Repower, la risposta alla crisi energetica». Il piano italiano ha 68 miliardi di finanziamenti a fondo perduto, 122 miliardi a debito, 30 miliardi di risorse nazionali, il cosiddetto Fondo Complementare. «Centocinquanta miliardi di queste risorse sono a debito e implicano una responsabilità enorme per il nostro Paese», ha precisato Fitto, «per poter rientrare dal debito è necessario avere una garanzia sul fronte della crescita e il tema della qualità della spesa di queste risorse è fondamentale e decisiva, perché diversamente rischieremmo di mandare all’aria il nostro Paese».
INVESTIMENTI IN AUMENTO. Poi, il capitolo degli investimenti esteri in Italia. «Abbiamo affinato la legislazione e anche grazie allo sportello unico, capace di accelerare le procedure, gli investimenti sono cresciuti molto di più che in Francia e Germania», ha sottolineato Urso, che non ha mancato di evidenziare, nel suo discorso, un ampio passaggio su Stellantis «e sul tavolo al quale, accanto all’azienda, siederanno i sindacati, l’Anfia e i presidenti delle Regioni dove hanno sede gli stabilimenti della multinazionale, tra cui l’Abruzzo con Marsilio, per concordare, entro dicembre», ha chiarito Urso, «quello che abbiamo definito il Piano di sviluppo di Stellantis in Italia».
Aumentare gli investimenti in ricerca, sviluppo e in modelli innovativi, che «saranno più diffusi nei prossimi anni con la transizione all’elettrico», la ricetta di Fitto che ha posto l'accento anche su «come garantire la transizione per tutta la filiera dell’indotto dell’automotive italiano, un gioiello della nostra industria e che serve anche imprese automobilistiche di altri Paesi. Credo che il faro debba essere questo», ha aggiunto, «per l’Abruzzo lo è senz’altro». Parlando delle filiere abruzzesi, Urso ha evidenziato anche meccanica, robotica e farmaceutica: «In questo campo, ci possano essere i migliori e più qualificati investimenti anche stranieri. L’Italia è pienamente competitiva e l’Abruzzo lo è sicuramente con il polo farmaceutico».
DECRETO SUD. Il presidente della Regione, Marsilio, ha infine definito il decreto Sud che istituisce la Zes unica nel Mezzogiorno, «un’intuizione straordinaria. In Abruzzo, attualmente, la zona economica speciale copre solo 1.703 ettari. Con il decreto del Governo, la Zes si estende su tutto il territorio regionale, insieme ad altre regioni del Sud», ha sottolineato, «èuna grande opportunità per il nostro territorio».
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