Uscita dei minori da scuola Non basta una liberatoria

Secondo la suprema corte i ragazzi fino a 14 anni vanno affidati dai docenti ai genitori. Alla Troiano Delfico, il braccio di ferro tra famiglie e preside
MONTESILVANO. Non basta una liberatoria dei genitori per scaricare le responsabilità delle scuole in caso di uscita di bambini e ragazzi prima dell'orario previsto. Fa discutere la sentenza della Cassazione numero 21593 del 2017 sulla questione che riguarda gli studenti minori, anche quelli delle scuole medie, che vanno consegnati ai genitori dopo le lezioni e non possono allontanarsi da soli.
A Montesilvano, è braccio di ferro tra un gruppo di mamme e l'istituto comprensivo Troiano Delfico. Incalzato dai genitori, il dirigente scolastico, al lavoro da tempo per chiarire e risolvere la vicenda, nel corso di confronti informali aveva detto che avrebbe approfondito il caso e valutato possibili soluzioni, tra cui quella di una eventuale liberatoria. In pochi giorni, è iniziato a circolare tra le mamme, anche grazie a un tam tam su WhatsApp, un modello di liberatoria che dalla scuola definiscono «non ufficiale e non elaborato dal dirigente». Un modulo che, di fatto, non ha alcun valore legale. «Abbiamo approfondito la materia e ci siamo confrontati anche con altri istituti» dicono dalla scuola «ma sembra proprio che la strada della liberatoria non sia percorribile».
Secondo quanto prevede la legge, la materia è regolamentata da articoli del codice civile e di quello penale, e dopo la sentenza della Cassazione, infatti, i minori, al termine delle lezioni, devono essere accompagnati ai cancelli dai docenti dell'ultima ora e presi in consegna dai genitori. Intanto, sul sito web dell'istituto è apparso un annuncio in cui si comunica ai i genitori che i modelli di liberatoria che stanno ricevendo via WhatsApp non sono autorizzati dalla scuola» e che «la dirigente non ha ancora emanato le disposizioni definitive che saranno pubblicate entro lunedì prossimo». Fino ad allora, sono valide le disposizioni dell'ultima circolare del 22 settembre scorso, secondo cui «tutti i minori, alla fine delle attività didattiche, siano accompagnati ai cancelli dai docenti dell'ultima ora di lezione e ripresi in consegna dai genitori o da soggetti ufficialmente delegati dai genitori». La sentenza della Cassazione, pubblicata prima dell'inizio dell'anno scolastico, è relativa alla morte di un bimbo toscano che nel 2003 fu investito da un autobus di linea all'esterno della scuola. La Suprema corte, nel pronunciamento, ha stabilito che la scuola è responsabile anche all'esterno dell'istituto.
«Le famiglie» scrive la dirigente del Troiano Delfico, Vincenza Medina, «ora sono chiamate a un piccolo, ma grande atto di collaborazione quotidiana. A meno che i ragazzi abbiano compiuto 14 anni, all'uscita da scuola, vanno affidati in modo chiaro e inequivocabile a persone che ne abbiano la piena responsabilità legale. Una liberatoria non regolare e non autorizzata sarebbe soltanto la certificazione di un avvenuto abbandono. Chiarirò ogni dubbio sulle corrette modalità di uscita dei ragazzi». (c.m.).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

