Usura e 'ndrangheta: arrestato il calciatore Francesco Modesto

30 Agosto 2016

L'ex difensore del Pescara calcio e di diverse società di serie A e B è accusato di aver fornito denaro liquido ai clan attraverso il suocero, soldi poi utilizzati per il prestito a strozzo. In tutto sono 14 gli arresti disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro

Un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha portato stamattina all’arresto di 14 persone accusate, a vario titolo, di usura e tentato omicidio. Tra le 14 persone arrestate c'è anche Francesco Antonio Modesto, 34 anni, calciatore professionista che ha militato in diverse squadre di serie A e B, compresa quella del Pescara nel 2013. Modesto è accusato di aver messo a disposizione dei clan della 'ndrangheta, attraverso il suocero Luisiano Castiglia, elemento di spicco della cosca Lanzino-Cicero, denaro liquido che veniva poi prestato con tassi usurari. L'inchiesta scaturisce dalle risultanze investigative incentrate sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Roberto Calabrese Violetta, che hanno consentito di fare luce sulla ramificata attività di usura posta in essere da un gruppo di persone ritenute legate alle cosche della ’ndrangheta dei Lanzino-Cicero e Rango-Zingari. Sarebbe stato utilizzato denaro della cosiddetta "bacinella" della ’ndrangheta cosentina per elargire denaro ad usura, a favore di imprenditori in difficoltà, soprattutto del settore edile, con l’imposizione di tassi d’interesse fino al 30% mensile. È stato accertato come il recupero dei crediti erogati ed il rispetto degli accordi usurari venissero garantiti anche con il ricorso a violenze e minacce nei confronti degli stessi imprenditori. È emersa anche l’imposizione di assunzioni e la realizzazione di lavori edili a favore degli indagati e di loro imprese, quale corrispettivo delle somme di denaro dovute dalle vittime. Coinvolto anche il calciatore professionista, attualmente svincolato, Francesco Modesto. Il suo nome è stato fatto dal pentito Calabrese Violetta, che asserisce che il calciatore avrebbe messo denaro liquido a disposizione dei clan. Dalle indagini è emerso anche il coinvolgimento di uno degli indagati, Mario Mandoliti, anche lui legato a Luisiano Castiglia, nel tentato omicidio di Sandro Calabrese Violetta, fratello del collaboratore di giustizia. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione "Laqueo", eseguita oggi dai carabinieri, sono Gianfranco Bevilacqua, 49 anni, Luisiano Castiglia, alias «Mimmo», 63 anni, Ermanna Costanzo, 62 anni, Giuseppe De Cicco, 37 anni, Domenico Fusinato, 48 anni, Giuseppe Garofalo, 54 anni, Danilo Magurno, 30 anni, Francesco Magurno, 59 anni, Mario Mandoliti, 50 anni, e Francesco Antonio Modesto, 34 anni, finiti in carcere. Ai domiciliari è finito Giovanni Guarasci, 77 anni. Ordinanze sono state emesse anche nei confronti di Massimo Brunetti, 55 anni, Francesco Patitucci, 55 anni, e Maurizio Rango, 40 anni, già detenuti.