Va a nuotare e muore, inutili i soccorsi

19 Giugno 2020

Giovanni Ferrarini, 71 anni, aveva lasciato la moglie sulla spiaggia libera prima di tuffarsi. L’allarme dato da alcuni bambini

MONTESILVANO. Una nuotata in mare a metà mattina, assecondando la passione per quelle bracciate. Ma ieri mattina uno dei bagni estivi in Adriatico è costato la vita a un uomo di Montesilvano di 71 anni, Giovanni Ferrarini, che è morto proprio mentre era in acqua, all’altezza dello stabilimento la Bussola, verosimilmente dopo aver avuto un malore che ne avrebbe causato l'annegamento.
Inutili i soccorsi, per lui, che si sono susseguiti subito dopo la scoperta del corpo: sono intervenuti prima i bagnini, poi dei bagnanti e quindi il 118, arrivato con un’ambulanza da Montesilvano, il tutto nel giro di pochissimo. Ma il cuore dell’uomo si era fermato per sempre e a nulla è servito neppure il defibrillatore.
Il pensionato, originario di Manoppello, il primo bagnante a perdere la vita in spiaggia in questa stagione balneare, è stato quindi trasportato in obitorio, dopo una prima ispezione da parte del medico legale. E questa mattina è prevista una ricognizione cadaverica, prima che la Procura dia il via libera alla restituzione della salma ai familiari, per l'ultimo saluto.
Ieri erano le 11, all'incirca, quando è scattato l'allarme.
Sono stati dei bambini a richiamare l'attenzione del bagnino della Bussola, Kevin Smith. Mentre si trovavano prima del limite di acque sicure, i ragazzini hanno notato il corpo di un uomo supino, oltre quel limite. Il bagnino si è immediatamente attivato per raggiungere e recuperare l'uomo e, nello stesso tempo, ha richiamato l'attenzione di due colleghi, quelli in servizio sui tratti di litorale più a nord e più a sud, Ganzha Mark dello stabilimento Saturnia e Stefano Feriozzi, del Faro, che sono intervenuti subito a supportalo.
I tre hanno raggiunto Ferrarini e lo hanno riportato a riva, riavviando subito dopo le procedure di rianimazione.
Nello stesso tempo, un quarto giovane, Gianluca De Intinis, ex bagnino, si è precipitato sullo stabilimento per prelevare il defibrillatore. E lo ha portato in spiaggia. In quei drammatici frangenti si sono presentati anche due bagnanti, che dopo essersi qualificati come personale sanitario per aiutare nei soccorsi i quattro bagnini, hanno collaborato al tentativo di rianimazione proseguito immediatamente dopo dagli addetti del 118. Ma non c'è stato niente da fare.
C'è voluto un po’, da parte della Capitaneria di porto che è intervenuta per gli accertamenti, prima di identificare l'uomo, non trattandosi di un cliente della Bussola. Giovanni Ferrarini era, infatti, un frequentatore della spiaggia libera (a circa 200 metri dalla Bussola, vicino alla Conchiglia azzurra). Ierimattina, prima di quel bagno, secondo quanto è stato ricostruito, il 71enne aveva piazzato ombrellone e sdraio e poi si era spostato in acqua, per il bagno quotidiano, visto che amava molto nuotare. Poi è stata la moglie a presentarsi alla Bussola, essendosi messa alla ricerca del marito, preoccupata perché non lo vedeva tornare. E ha saputo la terribile notizia del malore, probabilmente un infarto, che potrebbe aver causato l'annegamento del 71enne, almeno stando a una prima ricostruzione della disgrazia.
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