Va in aula la più solidale delle leggi

15 Ottobre 2022

Medico di base anche per i senza dimora: martedì il Consiglio regionale decide  

L’AQUILA. La più solidale e democratica delle leggi abruzzesi arriva martedì prossimo in Consiglio regionale per essere votata. L’ha proposta il Pd ma tocca alla maggioranza di centrodestra decidere se approvarla oppure gettarla nella spezzatura, così come accade agli uomini e alle donne ai quali la legge si rivolge. Anche un rinvio sarebbe uno schiaffo all’etica.
Riconoscere ai cittadini italiani senza dimora, privi di qualsiasi assistenza sanitaria, la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Asl ed effettuare la scelta del medico di base, nonché di accedere alle prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza (Lea): è questo il contenuto della proposta di legge presentata dai consiglieri regionali Dino Pepe, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci. «L’assistenza sanitaria per i senza dimora è un argomento che va affrontato e risolto. Oggi, a finire per strada, sono soprattutto le persone diventate povere e, per la normativa in vigore, se perdi la casa perdi anche la residenza e dunque anche il medico di base», spiegano i proponenti.
«È una stortura normativa che va a danno dei più fragili e va assolutamente cambiata perché riguarda tante persone che, per i più svariati motivi, si ritrovano senza un tetto e spesso a non avere più niente. A queste persone, viene tolto anche il medico di base, mettendoli ai margini di una società di cui sono invece parte, cosa che è inaccettabile».
Solidarietà verso i soggetti più vulnerabili ma anche risparmio di risorse pubbliche perché la norma consente un sostanziale taglio alle spese per il sistema sanitario regionale, in quanto tende, inevitabilmente, a diminuire il frequente ricorso dei senza dimora ai servizi di emergenza, «producendo, di conseguenza, un positivo risparmio di risorse, oltre a una diminuzione degli accessi impropri al pronto soccorso degli ospedali».
Non è facile immaginare, con queste premesse, che la maggioranza di centrodestra possa escogitare una scusa per non approvare la legge della solidarietà. Ma può accadere. Sarà un banco di prova. (l.c.)