Vaccinati 160 pescaresi «Ora torniamo a vivere»

20 Febbraio 2021

Medici e amministratori: momento storico. Prime dosi a Ilde e Lina, 89 e 88 anni

PESCARA. Finalmente, i vaccini. Un «momento storico» così l’hanno vissuta tutti, medici, infermieri, amministratori e nonnetti, riuniti ieri pomeriggio al Pala Becci del porto turistico per dare il via alla campagna vaccinale anti Covid con una imponente organizzazione curata dalla Asl, con Rossano Di Luzio a capo del coordinamento territoriale delle vaccinazioni, Comune e Protezione civile. Ieri sono stati vaccinati, con siero Pfizer, i primi 160 cittadini a fronte di 5590 che hanno inoltrato la richiesta sul sito della regione.
FORTI EMOZIONI Giornata di «forti emozioni» per Ilde Costantini e Lina Santucci, 89 e 88 anni, pescaresi, accompagnate rispettivamente dai figli Giuseppe e Leonardo, le prime ottuagenarie che si sono accomodate nei tunnel bombati, a garanzia di riservatezza, per fare la punturina: «Non vedevamo l’ora, adesso ricominceremo a vivere, desideriamo tanto riabbracciare i nostri nipotini» si è commossa l’una. «E toglierci questa mascherina che nasconde un viso liscio e senza rughe», ha aggiunto l’altra, civettuola. Una smorfietta di dolore quando l’ago è entrato nella pelle, subito placato dall’intervento della dottoressa che con un gesto amorevole ha accarezzato quelle mani vissute. Figli che fotografavano le madri col braccio scoperto o che aiutavano padri a riempire i moduli prima di sfilare davanti ai sanitari: «Pà chiedono che se hai avuto il Covid e altre malattie».
Nel Pala Becci affollato (col rigore del distanziamento) di ultra 80 e 90 enni, anche una centenaria, accompagnati da figli e parenti, ieri pomeriggio, si respirava aria di speranza. Di ritorno alla vita. Come se un anno di pandemia, di restrizioni, di silenzi e solitudini confinate in una stanza, fossero svaniti in un attimo. Il futuro, d’ora in avanti, è tutto da riscrivere.
UN ANNO FA di questi tempi, tutto aveva inizio. Un anno dopo, sul fronte dei contagi, siamo peggio di prima: ieri 97 nuovi casi a Pescara, 271 in provincia, 47 giovani con meno di 19 anni, 3 decessi e aumentano i ricoveri in terapia intensiva in Abruzzo: 73 contro i 53 di una settimana fa. La variante inglese è responsabile del 70% dei casi di Covid, secondo i laboratori di Genetica molecolare dell’università di Chieti. Ieri le vaccinazioni sono diventate realtà anche a Pescara. L’avvio delle operazioni al Pala Becci visitato dal governatore Marco Marsilio, dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì con il manager Asl Vincenzo Ciamponi, Lorenzo Sospiri,i consiglieri Testa e D’Incecco, l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia che così ha commentato: «Questo è un momento storico per i pescaresi che d’ora in avanti potranno guardare al futuro con la speranza di una nuova normalità». Il sindaco Carlo Masci aveva effettuato un sopralluogo di buon mattino e, sui social, annunciato che: «Questa struttura può vaccinare 800 persone al giorno, ma ne saranno vaccinate un massimo di 350 per garantire un servizio efficiente». Quindi il suo «grazie sentito a tutti quelli che si stanno impegnando per questa vaccinazione diffusa che segnerà la storia della nostra società». IL VIA in lieve ritardo, alle 15,30 anziché alle 15. Ma poi la macchina organizzativa ha funzionato perfettamente. Ognuno al suo posto. In silenzio. In ansia. In attesa. Ingresso per 20 persone ogni mezz’ora. Chi ha prenotato sulla piattaforma regionale si è messo in fila, all’esterno e seguito diligentemente il percorso di accoglienza “disegnato” dai volontari della Protezione civile Modavi–Infinity e Modavi Pescara (Patrizia Maglio, Carla Bruni, Raffaella Amore, Walter Benucci, Anna Maria D’Intino, Maria Grazia Palladino, Riccardo Romanelli, Glenn Desmet, Adamo Brandimarte) coordinati da Alessandro Tieri. Seduti ai tavoli il pool di medici incaricati dell’anamnesi pre vaccino: Rosario Bonelli, Pasqua Bavaro, Marco Di Gregorio, Sara Prosperi, Gabriele Di Girolamo. Nel padiglione dell’osservazione, in attesa di andar via dopo il vaccino, Serafino Menzietti, fondatore della Maico col figlio Mauro, patron di “Nonno Ascoltami” riflette: «Ci siamo privati di tanta socialità, il mondo ha sofferto e pianto, ora dobbiamo guardare al futuro». Si replica domenica per gli over 80. E oggi, dalle 10, toccherà a 900 prenotati, tra personale scolastico e universitario.