Vaccinato il 97 per cento dei bambini

28 Maggio 2018

Tavolo di monitoraggio, ecco il verdetto: Regione premiata per i livelli d’assistenza, ma serve più personale negli ospedali

PESCARA. A pagina sette di un verbale di 65 pagine spunta la prima annotazione interessante che riguarda lo stato di salute della sanità abruzzese. La Regione, si legge sull’atto di sintesi del Tavolo di monitoraggio, presenta un disavanzo per il quarto trimestre del 2017 di 9,8 milioni. Non compaiono quindi le cifre denunciate da una parte dell'opposizione che, per la sola Asl di Chieti, affermava un disavanzo di 100 milioni di euro. Due ministeri hanno messo sotto esame il lavoro svolto dall’assessorato regionale alla Sanità.
Spese, progetti, cose fatte e da fare, sono elencati nel verbale dei ministeri della Sanità e dell’Economia, notificato pochi giorni fa alla Regione.
CURE DENTRO E FUORI. A pagina 10 compare un secondo dato interessante: alla voce mobilità extraregionale passiva del 2017 si legge che le somme derivanti dalle cure degli abruzzesi fuori dalla regione sono costate 179 milioni. Di contro, la mobilità attiva, cioè le prestazioni erogate in Abruzzo a pazienti provenienti da altre regioni, ha permesso di incassare oltre 105 milioni.
PRIMA PESCARA. Alla voce personale e costi, secondo la relazione dell’Advisor riferita all'ultimo periodo del 2017, risulta che l’Abruzzo ha speso oltre 770 milioni di euro, inferiore di 2,3 milioni rispetto al consuntivo del 2016. Mentre la spesa farmaceutica, pari a 467 milioni di euro, registra un maggior costo di circa 10,3 milioni rispetto al consuntivo del 2016, ma è inferiore di 5 milioni alle previsioni dell'anno successivo. A guidare la lista della spesa per i farmaci c’è la Asl di Pescara seguita da quella di Lanciano-Vasto-Chieti.
IMMUNIZZATI. Il Tavolo di monitoraggio e il comitato tecnico chiedono poi chiarimenti alla Regione sul piano del fabbisogno di personale e sul rapporto con gli erogatori privati. E a pagina 36 viene affrontato il tema chiave dei Lea (livelli essenziali di assistenza) che vede l'Abruzzo a quota 189. Un dato che, nel 2013, si fermava a 152 ma che poi è gradualmente aumentato superando l'asticella dei 160 punti e collocandosi ben al di sopra del valore limite di riferimento. In questo contesto ritroviamo i numeri della prevenzione, prime fra tutte le vaccinazioni in età pediatrica dove spicca il 97% di bimbi immunizzati contro poliomielite, difterite, tetano, pertosse ed epatite, contro un dato medio nazionale del 93%. Mentre le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia raggiungono in Abruzzo quota 87,56%, la stessa percentuale registrata in Italia. È invece troppo elevata la percentuale di parti cesarei per struttura ospedaliera. In particolare, si legge sul verbale, accadrebbe negli ospedali dell'Aquila (28%) e Sulmona, dove si sfora il 30 per cento, contro una soglia che non deve superare il 15%. Un dato maggiore al 28% si registra all'ospedale clinicizzato di Chieti, che rientra nelle strutture con più di mille parti l’anno, dove nel 2016 su 2.072 nascite ben 497 sono risultati cesarei primari e 307 cesarei ripetuti.
SÌ AI DEA. Per quanto riguarda la riqualificazione della rete ospedaliera viene confermata e approvata dal Tavolo di monitoraggio la nascita di due ospedali Dea di secondo livello condivisi tra Pescara con Chieti, e L’Aquila con Teramo. Tavolo e comitato comunque rilevano alcune difformità rispetto alla rete ospedaliera adottata dall'Abruzzo nel 2016. In particolare, per il Dea di secondo livello Chieti-Pescara «è necessario», scrivono i rappresentanti dei due ministeri, «definire una precisa allocazione delle discipline e delle relative strutture semplici e complesse». Ma questo è attualmente in corso.
DA CHIARIRE. Altra annotazione riguarda il presidio ospedaliero di Popoli: «La rete ospedaliera», si legge sul verbale, «ne prevedeva la riconversione, ma nell'atto aziendale della Asl di Pescara viene prevista l'applicazione del decreto legge numero 8 del 2017 che ha disposto per i Comuni interessati dal sisma una deroga di 36 mesi all'applicazione».
Simile annotazione per il presidio di Atessa: «La rete non prevedeva la riconversione in ospedale di comunità. Tuttavia la Regione ne richiede la configurazione di ospedale di area disagiata». Così il Tavolo e comitato scrivono che è necessario che la Regione «proceda a sottoporre la nuova programmazione al tavolo di monitoraggio di verifica dopo aver approvato e trasmesso nuovi atti aziendali coerenti». E la Regione si è impegnata a farlo.
SOLO DUE MESI. Arriviamo così alle conclusioni cioè alla sessantacinquesima pagina del verbale: Tavolo e comitato valutano positivamente i risultati degli indicatori Lea. Ma in relazione alla nuova rete ospedaliera rimangono in attesa di quanto richiesto. Lo stesso discorso vale per il piano di fabbisogno di personale, ma già la Asl di Pescara ha messo in cantiere 116 assunzioni.
Infine c’è una raccomandazione alla Regione Abruzzo, quella di rispettare «la tempistica relativa alle verifiche degli adempimenti regionali per non ritardare l'accesso alle quote premiali». Il tempo a disposizione è meno di due mesi perché a luglio si terrà il nuovo tavolo di monitoraggio.