Vaccinazioni a picco «Un pericolo per tutti»

22 Luglio 2016

Nel territorio della Asl di Pescara calo costante di somministrazioni dal 2012 «Senza copertura al 95% malattie che crediamo debellate possono riattecchire»

PESCARA. Progressivamente e inesorabilmente in calo dal 2012. Si attestano sui peggiori dati nazionali le percentuali delle vaccinazioni nel territorio della Asl di Pescara. Una situazione che la responsabile del Servizio di Igiene epidemiologica e Sanità pubblica dell’Azienda sanitaria locale Carla Granchelli non esita a definire «preoccupante» e per fronteggiare la quale sono in corso, con il Piano della prevenzione vaccinale 2015-’18 della Asl, strategie sinergiche di informazione e formazione tra il servizio ospedaliero e i medici e pediatri di base: dalla chiamata a casa, a incontri con immunologhi, «perché insieme dobbiamo mettere a punto strategie comuni per sorvegliare il fenomeno e combatterlo», osserva Granchelli.

Poi c’è la recente ferma presa di posizione della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), che in un documento approvato all’unanimità ribadisce un indirizzo di massima che per i dottori che, senza motivazioni comprovate scientificamente, sconsiglino la vaccinazione prevede sanzioni che possono arrivare alla radiazione.

Si vedrà nel giro di qualche mese se tutto ciò sia sufficiente a recuperare terreno e soprattutto la fiducia di genitori e pazienti sempre più convinti dall’«epidemia antivaccinista» che dalle star hollywoodiane al vicino di casa fa sempre più proseliti soprattutto grazie al web. E che, avverte ancora Granchelli, «è pericolosa non solo per chi non si vaccina. Le vaccinazioni sono vittime di loro stesse: non ti fanno ammalare e non temi più la malattia», spiega Granchelli, «ma il progressivo abbassamento di copertura vaccinale fa risorgere malattie che credevamo debellate. La coperttura al 95% è la garanzia del blocco della trasmissione dei germi, batteri o virus, a seconda della patologia, ma se la percentuale di copertura scende i germi e virus in questione potrebbero tornare a ricircolare: trovano il soggetto non coperto, vanno ad attecchire e riappare la malattia».

A Pescara e provincia le teorie antivaccino sembrano aver fatto presa, almeno a giudicare dai dati del Servizio di Igiene. Che segnano diminuzione dei vaccinati su tutta la linea (vedi tabella sopra). Prendiamo l’esavalente, unica dose che si somministra al compimento del secondo mese di vita e che copre da difterite, tetano, pertosse, emofilo, polio, epatite, ed è «fortemente raccomandato»: «Dovremmo avere coperture superiori al 95%», sottolinea Granchelli, «e 3 anni avevamo il 98%, adesso abbiamo il 94,4%. Quello per parotite, morbillo e rosolia (Mpr) che si fa a un anno», aggiunge, «e che dovrebbe anch’esso essere al 95%, è all’87% mentre nel 2012 era al 90-92%».

Il vaccino che è stato inserito contro lo pneumococco, che porta polmoniti e otite, viene fatto dal 79%, contro l’83% del 2012 e un obiettivo minimo dell’85%. Per chiudere con il meningococco C, il virus più temibile, quello della meningite: «Abbiamo una copertura del 58%, bassissima», osserva Granchelli, «dovevamo arrivare almeno al 63%. È chiaro che tutte le strategie da mettere in campo sono nuove», conclude l’immunologa, «come igienisti e medici di base eravamo abituati ad una attività passiva: le persone venivano perché si volevano vaccinare, invece ora dobbiamo attrarle convincerle, chiamarle. Anche noi dobbiamo avere nuovo approccio».

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