Vaccinazioni in Abruzzo: sono pronte 30mila dosi

29 Dicembre 2020

Si inizia lunedì 4 gennaio: verranno somministrate ai sanitari e agli anziani delle Rsa Il dottor Albani: «Ha aderito l’80 per cento dei medici, rivolgo l’appello a tutti gli altri»

Sono 29.069, tra personale sanitario e ospiti delle strutture per anziani, le persone che rientrano nelle categorie individuate come prioritariamente destinatarie del vaccino contro il Covid-19, nella prima fase della campagna vaccinale che prenderà ufficialmente il via il 4 gennaio, dopo il debutto simbolico di domenica. Del totale, due su tre hanno già dato la propria disponibilità a sottoporsi a vaccino, che è su base volontaria. Le dosi, salvo imprevisti, dovrebbero arrivare in Abruzzo nelle prossime ore. Dopo mesi durissimi, l'appuntamento di lunedì è fondamentale: «È un primo passo concreto verso la possibile sconfitta del virus», afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force contro il coronavirus. Sarà direttamente l'azienda farmaceutica Pfizer ad occuparsi della consegna dei vaccini, che poi verranno distribuiti tra le quattro Asl, in modo equo in base alla popolazione. Rispetto ai quasi 30mila soggetti individuati, così come previsto dal protocollo nazionale, considerando che non tutti sceglieranno di vaccinarsi, arriverà in Abruzzo un numero di dosi pari al 90% della platea dei destinatari. Al momento sono poco più di 16mila gli operatori abruzzesi – medici, infermieri, operatori sociosanitari dipendenti di strutture pubbliche e private – che hanno manifestato la disponibilità a sottoporsi al primo scaglione di vaccinazioni. Il dato sfiora l'80% della platea potenzialmente interessata, che ammonta a 20.306 unità. Gli operatori fino al 31 dicembre possono continuare ad iscriversi sull'apposita piattaforma telematica predisposta dal dipartimento regionale Sanità. Avranno la priorità coloro che si sono iscritti tra il 16 e il 18 dicembre. «Si tratta di un dato piuttosto alto che non possiamo che commentare positivamente», afferma Albani, «ma l'auspicio è che anche il restante 20 per cento si iscriva e, in tal senso, lanciamo un appello a tutti gli operatori sanitari che non hanno ancora manifestato la propria disponibilità sulla piattaforma». L'avvio delle vaccinazioni, secondo l'esperto, è un momento fondamentale. «Se riusciremo a fare una campagna vaccinale importante», evidenzia, «avremo la possibilità prima di convivere con il virus e poi di sconfiggerlo. Ovviamente finché non ci sarà una vaccinazione massiva, e quindi ancora per alcuni mesi, la prevenzione e il rispetto di tutte le misure finalizzate a contrastare la diffusione del contagio rimangono indispensabili».
Per quanto riguarda gli ospiti delle strutture per anziani, le iscrizioni sulla piattaforma si sono aperte il 19 dicembre: al 24 del mese era stato registrato un migliaio di utenti, a fronte di una platea di 8.863 persone. A loro il vaccino verrà somministrato a domicilio, nella struttura in cui risiedono. L'Abruzzo, come gran parte delle altre regioni, ha deciso di sbloccare l'accesso alla piattaforma man mano che il ministero autorizza nuove categorie di soggetti destinatari del vaccino. Questo per evitare che si crei confusione, come avvenuto in alcuni territori che hanno aperto il sistema a settori non ancora indicati quali destinatari. L'organizzazione della macchina, d'altronde, è estremamente complessa dal punto di vista logistico: nella prima fase, ad esempio, trattandosi di operatori sanitari è indispensabile assicurare che i servizi all'utenza non vengano interrotti. Da lunedì le operazioni andranno avanti fino al completamento del campione; dopo tre settimane ci sarà il richiamo. Nel frattempo il ministero dovrebbe indicare i nuovi destinatari. Domenica, in Abruzzo, nel corso del "Vaccino Day", avvio simbolico della campagna, sono già state vaccinate 135 persone.
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