Vaccini, 100mila dosi Traguardo raggiunto
Quasi 103mila le somministrazioni: si accelera sulle scuole
PESCARA. L’Abruzzo supera il traguardo delle 100mila dosi di vaccino somministrate. Quasi nove abruzzesi su 100 sono stati vaccinati. Nel dettaglio, secondo i dati aggiornati sul sito del ministero della Salute alle 19,30 di ieri, sono 102.615 le dosi somministrate pari al 79 per cento delle 129.950 complessivamente consegnate.
Per le scuole, la Regione fa sapere che entro la prossima settimana sarà completata la vaccinazione del personale scolastico. Il presidente Marco Marsilio ha di nuovo sollecitato il ministro Speranza e il nuovo commissario Figliuolo ad autorizzare la vaccinazione degli studenti maggiorenni. In previsione del completamento della vaccinazione, la riapertura delle scuole elementari, media e superiori è prevista per lunedì 15 marzo (ad eccezione dei territori con incidenza superiore a 250/100.000 positivi settimanali).
OLTRE 100MILA DOSI. L’Abruzzo, nella classifica delle dosi somministrate in base a quelle ricevute, supera la media nazionale che è di 78,1 per cento. Delle 102.615 dosi, 61.744 sono state somministrate alle donne e 40.871 agli uomini. In particolare, 49.067 dosi sono state le vaccinazioni agli operatori sanitari e socio sanitari; 23.469 agli over 80; 12.594 al personale non sanitario; 7.139 al personale scolastico; 5.449 agli ospiti delle strutture residenziali e 4.897 alle forze armate.
LE FASCE D’ETÀ. Sono 21.326 le dosi di vaccino somministrate alle persone di età compresa tra 50 e 59 anni. Poi ci sono la fascia 80-89 (21.246 dosi), quella 40-49 (16.967), quella 60-69 (14.021) quella 30-39 (12.862) e la fascia 20-29 (7.009).
Sono 6.747 le dosi somministrate agli over 90, 2.383 alle persone di età compresa tra 70 e 79 anni e 54 ai ragazzi tra i 16 e i 19 anni.
GLI ANZIANI. La Cna Pensionati Abruzzo, in una lettera inviata alla Regione, chiede di rendere più «trasparente l’iter, i tempi e i luoghi dove saranno effettuate le vaccinazioni, tenendo presente la scarsa mobilità e le difficoltà degli anziani».
La presa di posizione dell’associazione presieduta da Franco Cambi è stata provocata dalle carenze organizzative evidenziate un po’ su tutto il territorio regionale - come da ultimo le file e i disagi documentati al porto turistico di Pescara - che rendono particolarmente difficile l’approccio alla vaccinazione per la popolazione più avanti negli anni, che per definizione è anche la più vulnerabile.
«Fare chiarezza sull’accesso alle vaccinazioni, in modo da permettere agli anziani e ai pensionati di avere notizie sui luoghi e le modalità con cui questa Regione intende effettuare la vaccinazione di massa», la richiesta dell’associazione.
L’APPELLO. Confesercenti Abruzzo e Fiesa Regionale (Federazione italiana specialisti dell’alimentazione), chiedono che sia garantita la vaccinazione agli operatori del settore alimentare e della distribuzione alimentare in quanto riconducibili ai servizi essenziali, così come definiti dalla normativa nazionale sviluppata durante il primo lockdown.
«In questo settore», spiegano le due associazioni, «operano migliaia di imprese e lavoratori, spesso microimprese e attività familiari, ed è giusto che abbiano priorità nella definizione di un piano vaccinale».
Lo stesso appello arriva da Casartigiani che chiede la vaccinazione degli operatori dell’artigianato, in quanto «esposti al rischio di contagio presso abitazioni private, uffici pubblici o aperti al pubblico o strutture protette», spiega Fabrizio Bomba, presidente provinciale di Chieti.
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