Vaccini a domicilio, il servizio non decolla

12 Maggio 2021

Francavilla. Diversi gli anziani ancora in attesa, ma tra i medici c’è chi non ha aderito alla campagna

FRANCAVILLA. Da un lato la vaccinazione domiciliare che fatica a decollare, dall'altro i ritardi nello smaltimento delle prenotazioni. Se è vero che da un mese abbondante a questa parte il ritmo per la somministrazione delle dosi ha subìto un'accelerazione, appare evidente come il sistema vada ancora migliorato per soddisfare le richieste dell'utenza.
A partire proprio dai vaccini a domicilio, pratica che ancora fatica a trovare l'appoggio dei medici di base, deputati al compito. «Mia madre di 104 anni attende da gennaio che qualcuno venga a casa a immunizzarla», racconta il figlio Bruno Tarallo, che ha quasi perso le speranze, «lei è impossibilitata a uscire di casa. Abbiamo chiesto al nostro medico di famiglia che però non ha aderito alla campagna domiciliare. Ci siamo rivolti alla Asl, la quale ci ha suggerito come unica alternativa di sostituirlo con un collega disposto a farlo».
Questo però non basta: «Purtroppo», dice il cittadino, «a Francavilla il 90 per cento dei medici curanti pare non aver dato disponibilità. Questo significa che quei pochi che lo fanno sono oberati di lavoro e hanno esaurito gli spazi. È un cane che si morde la coda, dove tutti si indignano davanti al rifiuto dei dottori, ma nessuno riesce a fornire una soluzione al problema. Dispiace vedere come nei centri vicini, come ad esempio Pescara, la macchina funzioni molto meglio». Il problema non è nuovo: dopo alcune segnalazioni delle scorse settimane, sia il sindaco di Francavilla Antonio Luciani che il direttore generale della Asl di Chieti Thomas Schael hanno scritto una lettera ai professionisti per sensibilizzarli sulla questione. Lettera che dai risconti sembra aver sortito un effetto appena parziale: dieci giorni fa un gruppo di medici di base di Francavilla si è recato al distretto sanitario per prendere 70 vaccini e portarli nelle case dei pazienti. Questo non basta a risolvere il problema.
Un altro caso, diverso ma sempre attinente al tema dei vaccini, viene descritto da Lucia Memoli: «Ho 40anni e appartengo non solo alla categoria dei fragili ma anche a quella dei caregiver. Ho fatto l'iscrizione per manifestare il mio interesse alla vaccinazione in data 21 gennaio, ma a oggi non sono stata ancora contattata». E ancora: «Come me ho testimonianza di diverse altre persone, fragili e anziane. Ho cercato in tutti i modi di contattare la Asl per chiedere informazioni, senza riuscire ad avere una risposta esaustiva. Anzi, mi è stata fornita una mail non più attiva. Quando sono riuscita a parlare con una segretaria mi è stato detto che non avevano più vaccini e che sarei stata ricontattata a stretto giro. Ma così non è stato». (a.d.s.)
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