Vaccini, altre 6mila dosi Ma ai medici non bastano

17 Novembre 2020

File alla Asl in via Paolini per la distribuzione. Caponetti: «Siamo nei tempi»

PESCARA. Arrivano altre 6.000 dosi di vaccino antinfluenzale, destinate a persone oltre i 65 anni, la cui distribuzione ai medici di base di Pescara e provincia è cominciata ieri mattina. Ma a ogni specialista, in fila ieri mattina davanti alla palazzina del dipartimento di prevenzione della Asl in via Paolini, sono state assegnate appena venti dosi di Fluad.
Un numero irrisorio, se confrontato con le prenotazioni, schizzate quest’anno sulla scorta delle raccomandazioni dei virologi che da mesi consigliano di sottoporsi al vaccino antinfluenzale anche come forma di prevenzione differenziale per la diffusione del Covid e per ridurre il rischio di complicanze legate all’influenza (polmoniti batteriche o peggioramento di altre malattie pregresse o in corso), specie nella fascia di età dai 60 anni in su. «L’anno scorso dovevamo pregare i pazienti per farli vaccinare», racconta Luciano Cervone, un medico pescarese convocato ieri mattina dalla Asl per la distribuzione delle dosi di Fluad, «quest’anno invece le richieste sono raddoppiate: siamo martellati ogni giorno da telefonate, messaggi ed e-mail di pazienti che ci chiedono insistentemente i vaccini, ma purtroppo non possiamo somministrarglieli perché non li abbiamo. Loro pensano che la colpa sia nostra e che magari li nascondiamo o li diamo solo ad alcuni, ma non è assolutamente così. Finora ho ricevuto soltanto cento dosi la prima volta e venti dosi oggi (ieri per chi legge n.d.r.) a fronte di 700 richieste. Non sono riuscito a vaccinare nemmeno tutti i pazienti oncologici».
Nonostante la campagna antinfluenzale sia partita il 1° ottobre su indicazione della Regione, infatti, ci troviamo a metà novembre nelle condizioni di aver ricevuto tra Pescara e provincia appena 40mila dosi di vaccino antinfluenzale a causa dei ritardi nelle consegne delle ditte produttrici di diverse tipologie di vaccini. Un primo carico di 34mila dosi di trivalente e tetravalente è stato ricevuto e distribuito dalla Asl ai medici di base ai primi di ottobre, somministrato prevalentemente agli over 65 con patologie più gravi. Una seconda tranche, pari a 6.000 dosi di Fluad, è in distribuzione in questi giorni. Il tutto rispetto a una prenotazione di circa 140mila dosi da parte della Asl, il doppio dello scorso anno.
«Dopo 45 minuti di fila», racconta un altro medico pescarese contattato ieri mattina dalla Asl, ma che preferisce mantenere l’anonimato, «mi hanno consegnato appena dieci dosi di vaccino. Qualche settimana fa me ne hanno date 100, invece altri colleghi ne hanno avute 300, non so in base a quale criterio. Di queste dieci dosi non saprei cosa farci, visto che le richieste sono tantissime. Come farò a scegliere a chi somministrarle? Le avranno i primi dieci pazienti che arriveranno in ambulatorio».
La risposta della Asl arriva attraverso il direttore sanitario Antonio Caponetti che sottolinea come la distribuzione delle 6.000 dosi di Fluad proseguirà nei prossimi giorni «per i medici che nella prima fase hanno ricevuto meno vaccini». «La disponibilità è poca», dice, «attendiamo altre 23mila dosi dopo il 20 novembre. Oggi stiamo consegnando i vaccini in maniera proporzionale, rispettando il criterio delle vaccinazioni fatte lo scorso anno. L’anno scorso a fine campagna abbiamo vaccinato 59mila persone, di cui 20mila in questo periodo. La raccomandazione è di mantenere i nervi saldi perché, nonostante i ritardi che non sono imputabili alla Asl, siamo perfettamente nei tempi. Bisogna considerare anche che in questo periodo il virus influenzale non circola e che, indossando la mascherina, ci si protegge anche dall’influenza. Non casca il mondo se dovessimo vaccinarci a metà dicembre, anche perché non dimentichiamo che la copertura dura tre mesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA