Vaccini, così la terza dose dà lo stop anche a Omicron

I nuovi studi hanno confermato la sua capacità di sfuggire alle prime due dosi Il richiamo extra ha evitato un record di ricoveri e morti tra i tanti contagiati
PESCARA. La variante Omicron è meno aggressiva, ma è in grado di sfuggire alla protezione del primo ciclo vaccinale molto più della Delta: è stata quindi la campagna per la terza dose “booster” a evitare numeri ancora più impressionanti nei contagi e nelle ospedalizzazioni di quelli che comunque abbiamo visto.
Adesso che il picco è passato e la diffusione della Omicron sta scemando, infatti, sono i dati italiani ed europei a confermare quello che tre mesi fa potevamo solo dedurre dai primi dati provenienti dal Sudafrica e poi dal Regno Unito, cioè i paesi colpiti per primi dalla nuova variante.
MINORE LETALITà
Nonostante durante il picco della Omicron solo in Abruzzo ci fossero circa 120mila abruzzesi positivi, il numero di ospedalizzazioni è stato inferiore rispetto ad altre fasi della pandemia, quando i contagi erano stati decine di volte inferiori. Questo è dovuto innanzitutto al fatto che la Omicron è meno letale della Delta, i numeri lo confermano: in Italia a novembre, quando era predominante la Delta, il rapporto tra decessi e casi (con dieci giorni di ritardo tra un dato e l’altro) era dello 0,94%. A inizio febbraio, con Omicron, è stata dello 0,25%.
La differenza si è vista anche in paesi con molti meno vaccinati dell’Italia. In Bulgaria, per esempio, a novembre il tasso era del 3,90%, mentre a febbraio dell’1,03%. Questo vuol dire che, senza la grande partecipazione degli italiani alla campagna di vaccinazione, in Italia la letalità di Omicron sarebbe stata in proporzione più vicina a quella vista a novembre con la Delta. Gli ospedalizzati sarebbero stati quindi molti di più. Con i tantissimi positivi dovuti alla maggiore contagiosità di Omicron, il numero dei ricoveri sarebbe stato catastrofico.
L’EFFICACIA DEI VACCINI
La vaccinazione è stata quindi molto efficace contro Omicron. Ma lo è stata soprattutto la campagna per la terza dose. Omicron infatti è in grado di “bucare” le difese del primo ciclo vaccinale (quello con le due dosi) più di Delta. Secondo la Health Security Agency del Regno Unito, infatti, la protezione dei vaccini contro Delta è stata in generale più alta e sempre superiore al 90%, sia con due dosi, sia con la dose booster. Con Omicron invece è scesa rapidamente dopo la seconda dose (raggiungendo addirittura il 35%) per risalire a buoni livelli con la booster e fissandosi intorno al 90%.
I dati parlano chiaro: nonostante l’efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione non sia così alta come quella nel prevenire la malattia, comunque un non vaccinato ha il 68% di probabilità in più di contrarre il virus rispetto a un vaccinato con dose booster.
Un’altra buona notizia arriva proprio dalla dose booster, che sembra mantenere nel tempo un livello di protezione più alto rispetto alle sole due dosi.
LA TERZA DOSE IN ABRUZZO
In Abruzzo la campagna di somministrazione della terza dose ha visto un vistoso rallentamento nelle ultime settimane dovuto a diversi fattori, compreso l’alto numero di contagiati. Ma il picco di somministrazioni c’è stato proprio poco prima del picco di contagi.
A ricevere la terza dose “booster” sono stati però tanti abruzzesi: ben 790.084, ossia il 66,45% della platea, a un passo dalla media nazionale del 66,59%. Mancano all’appello 255.776 persone che si sono vaccinate con il ciclo primario ma non ancora con il booster, oltre a chi non è ancora vaccinato per niente.
La fascia di popolazione più coperta con la terza dose è anche quella più coperta con le prime due, cioè quella dei settantenni: ha ricevuto il booster l’83,57% degli abruzzesi tra i 70 e i 79 anni. Vengono poi i sessantenni con l’80,33%. Più in basso gli ultraottantenni (75,86%), i cinquantenni (71,85%), i quarantenni (61,73%), i ventenni (54,24%), i trentenni (54,24%) e infine gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni (33,61%), mentre i bimbi tra i 5 e gli 11 anni non possono ancora ricevere la dose booster. (l.t.)

