Vaccini, i medici ci sono Ma ora mancano le dosi

Carenza preoccupante: Marsilio lancia un appello-denuncia in Senato Ecco il piano della Regione per il mese di marzo: si va avanti alla giornata
La sottoscrizione dell’accordo con i medici di medicina generale, avvenuta nella serata di martedì, potrebbe rappresentare un punto di svolta nella campagna vaccinale. Il condizionale è però d’obbligo perché all’esercito di vaccinatori in campo è fondamentale ora che sia corrisposto un numero adeguato di dosi. Ma le forniture in Abruzzo stentano a decollare e la carenza inizia a preoccupare tutti, a partire dai cittadini più anziani che aspettano ormai da mesi di essere immunizzati. I timori hanno anche indotto nelle ultime ore il governatore Marco Marsilio a lanciare un appello denuncia in Senato.
I DETTAGLI DELL’ACCORDO. Dopo il raggiungimento dell’intesa con i medici di medicina generale è necessario attendere la delibera di giunta con cui verrà recepito definitivamente l’accordo: poi si darà il via alle operazioni. Per l’inizio del fattivo contributo dei medici di famiglia nelle vaccinazioni non c’è quindi una data certa al momento, seppur alle nostre domande ci sia stato garantito che l’attesa sarà di pochi giorni. In ogni caso il cerchio dovrebbe chiudersi entro il mese marzo. Sul fronte compensi ai medici di base, invece, si parla di 6,16 euro per ogni inoculo più 3,50 per ogni singolo assistito.
LE FORNITURE. I tempi per l’avvio della campagna con l’ausilio dei medici di medicina generale non preoccupa il segretario regionale dell’Anaao - Assomed (l’associazione dei medici ospedalieri), Alessandro Grimaldi. «Non credo ci dovrebbero essere particolari problemi», sostiene, «piuttosto dipende dai vaccini disponibili. In questo senso il secondo trimestre dell’anno diventerà fondamentale».
Per Grimaldi, arrivati ad avere un sistema capillare di medici di famiglia a cui si aggiunge il contributo degli specializzandi, è importante che ci sia «l’adeguata capacità produttiva dei vaccini per la copertura della popolazione».
L’ALLARME. Ed è proprio questo il grande punto interrogativo del momento. I timori sono arrivati persino dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, il primo manager ad esporsi in maniera così esplicita sulle carenze. L’allarme è in particolare per gli anziani over 80, una delle categorie più esposte ai pericoli della malattia. Il dato regionale a loro riferito per le somministrazioni fino alle 19.30 di ieri era di 30.433.
La scarsa quantità di vaccini ha portato la Asl di Chieti a fare delle scelte, dando priorità ai residenti dei comuni in zona rossa e di quelli con un indice di prevalenza superiore a 1, in tutto 18, con una popolazione pari alla metà dell’intera provincia. «Sono 9.542 in questi territori gli anziani in attesa del vaccino», svela Schael che detta tempistiche molto preoccupanti. «Alla luce del quantitativo limitato di dosi che riceviamo ogni settimana, non impiegheremo meno di un mese a vaccinare gli anziani di questi 18 Comuni».
L’APPELLO. Anche il governatore Marsilio invoca più dosi. Lo ha fatto nella sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, durante la presentazione di un libro di Giovanni Lamberti. «L’Abruzzo ha una media di somministrazioni superiore a quella nazionale», ha detto. «È chiaro che la lentezza nell’approvvigionamento dei vaccini crea l’ansia tra la popolazione più a rischio. Se arrivano i vaccini, abbiamo già preparato degli accordi con i circa mille medici di medicina generale presenti in Abruzzo, ai quali spero aderiscano tutti quanti per mettersi concretamente a disposizione».

