Vaccini, l’Abruzzo non si ferma

17 Marzo 2021

Oltre 4.500 dosi somministrate in un giorno, il caso AstraZeneca non blocca il piano della Regione

Il caso AstraZeneca non blocca la campagna vaccinale in Abruzzo. È questa la buona notizia certificata dai numeri ufficiali forniti dal ministero della Sanità sul fronte delle somministrazioni. La sospensione temporanea del vaccino rallenta inevitabilmente le operazioni di immunizzazione di quelle categorie a cui le dosi erano destinate, ma non intacca la corsa alla difesa contro il virus di quelle persone a cui ne vanno iniettate altre di diverso genere.
L’AGGIORNAMENTO. Le statistiche raccontano di un’attività di vaccinazione che è addirittura aumentata rispetto ai giorni precedenti. Nella sola giornata di ieri sono state somministrate 4.574 dosi in più: l’Abruzzo si porta all’85,2% di inoculazioni rispetto alle 179.350 vaccini disponibili nella regione. Sono state inoculate 152.812 dosi. La media regionale resta superiore a quella nazionale, che si attesta all’81,5%. Meglio dell’Abruzzo fanno Campania, Lazio, Marche, Provincia autonoma di Bolzano, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta.
Il confronto con i giorni precedenti fa capire che un tangibile rallentamento alla corsa al vaccino c’è stato solo lunedì dopo la comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco rispetto alle decisioni su AstraZeneca. Proprio lunedì, infatti, le somministrazioni sono state solo 1.647. Tra sabato sera e domenica sera, invece, l’incremento delle somministrazioni era stato di 3.924.
LE CATEGORIE. Gli operatori sanitari e sociosanitari che hanno ricevuto sono 57.115, gli ultraottantenni 40.963.
Ma la sospensione di AstraZeneca rallenta la vaccinazione di quelle categorie come il personale scolastico a cui era rivolto.
CASINGHINI. «Il rallentamento è certamente notevole», conferma il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini, «però la campagna vaccinale non si ferma. Tutto quello che possiamo fare lo faremo, quindi per il momento andremo avanti con le dosi di Pfizer e Moderna. Pensare ad un piano B? C’è poco da pensare: In assenza di AstraZeneca si tratta di somministrare i vaccini che vengono forniti e poi attendere che ne subentrino altri». Intanto però l’auspicio è che si sblocchi il caso AstraZeneca «sperando che con un’eventuale ripresa non ci sia un effetto “spavento” tra la popolazione per quanto accaduto. Però per il momento tutto quello che riguarda questo tipo di vaccino è bloccato».
Ieri intanto ci sono state le riunioni operative con le Asl per capire come poter organizzare al meglio nuovi punti vaccinali: «Stiamo lavorando per organizzarci nel momento in cui le forniture ci consentiranno di eseguire una vaccinazione più importante», aggiunge Casinghini.
RICHIESTA DI GARANZIE. Nel frattempo la sospensione delle somministrazioni di AstraZeneca preoccupa i sindacati Fp Cgil, Silf, Silp e Silca. I rappresentanti sindacali Gianluca Di Girolamo (Sindacato italiano lavoratori finanzieri), Vincenzo Piersante (Sindacato italiano lavoratori polizia Cgil), Giuseppe Merola (Funzione pubblica Cgil polizia penitenziaria), Antonio Salvatori (Funzione pubblica Cgil vigili del fuoco) e Corrado Bortoli (Sindacato italiano lavoratori carabinieri) chiedono, agli enti competenti, garanzie e rassicurazioni per le donne e gli uomini in divisa che hanno effettuato la prima dose e per coloro che hanno in programma una prossima convocazione.
«Le nostre lavoratrici ed i nostri lavoratori sono quotidianamente esposti a seri rischi biologici», spiegano i sindacalisti, «e pertanto chiediamo immediate chiarificazioni ed autorevoli interventi riparativi a tal riguardo, da parte degli organismi di farmacovigilanza. Auspichiamo quanto prima», concludono, «serie risposte, vista la considerevole recrudescenza epidemiologica che sta interessando l'intera Regione Abruzzo».