Vaccini per i maturandi: è corsa contro il tempo

25 Maggio 2021

Confronto tra la Regione e la Scuola sulla possibilità di immunizzare gli studenti C’è la volontà ma Tozza della Usr avvisa: «Bisogna fare in fretta con le operazioni»

PESCARA . Sono poco meno di 11mila i maturandi abruzzesi e c’è la volontà di vaccinarli per permettere loro di affrontare in sicurezza l’esame di Stato. Ma bisogna fare in fretta. Ieri in un incontro tra l’assessore regionale Nicoletta Verì, quello all’istruzione Pietro Quaresimale, il referente regionale per la campagna vaccinale Maurizio Brucchi e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Tozza, sono state poste ulteriori basi per dare il via a questo progetto.
L’APERTURA
Sia da parte della Regione che dal mondo della scuola c’è la volontà di concretizzare questa idea, ma restano ancora alcuni nodi da sciogliere. «Le intenzioni di proseguire su questo progetto ci sono tutte», conferma l’assessore Verì, «si sta verificando come poterlo attuare, soprattutto per quanto riguarda le dosi e la tipologia di vaccini a disposizione in questo periodo». Il confronto operativo è stato quindi positivo e le parti coinvolte si ritroveranno tra qualche giorno per prendere una decisione definitiva.
LA SCUOLA
Anche Tozza si mostra d’accordo sulla possibilità di eseguire la campagna vaccinale agli studenti che dovranno affrontare l’esame di Stato. Ma il direttore generale dell’Usr pone delle condizioni: «È un’iniziativa che va nel segno di una maggiore sicurezza e quindi non posso che condividerla, bisogna tuttavia stare attenti ai tempi perché non devono impattare con l’espletamento degli esami», afferma Tozza. «In ogni caso, se si procederà, si tratterà di una vaccinazione volontaria. Ribadisco che l’iniziativa mi trova d’accordo ma saranno le autorità sanitarie a dover decidere».
LA PROSSIMA SETTIMANA
I tempi sono strettissimi: «Io credo che sia un’operazione fattibile ma è evidente che bisogna fare in modo che la vaccinazione, nell’ipotesi che si decida di attuarla, parta dalla prossima settimana», continua Tozza. Avvicinarsi troppo alla data dell’esame potrebbe causare problemi ai maturandi, qualora questi abbiano i postumi (febbre) dell’inoculazione. Ma non solo, perché bisogna considerare anche i tempi minimi necessari per rendere il siero efficace contro il virus. La somministrazione troppo ravvicinata alla data dell’avvio della prova, renderebbe vano l’obiettivo della campagna anti Covid-19 rivolta agli stessi maturandi. «L’opportunità passa attraverso la disponibilità dei vaccini e le scelte», conclude Tozza, «che non possono che avvenire da parte delle autorità sanitarie. I richiami, poi, dovrebbero essere eseguiti solo al termine della maturità». (a.s.)