Vaccini, prime dosi alle forze dell’ordine

10 Febbraio 2021

Arrivati 1.300 kit di AstraZeneca: la fase 2 adesso può partire

Un primo test in ospedale, per verificare modalità di somministrazione e tollerabilità del vaccino AstraZeneca, di cui ieri mattina sono arrivate al San Salvatore dell’Aquila 1.300 dosi. Prima della partenza della campagna vaccinazioni vera e propria, per cui si stanno definendo in queste ore gli ultimi dettagli, una settantina di rappresentanti delle forze dell’ordine, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, sono stati già sottoposti alla prima dose. Un “assaggio” di quello che avverrà in Abruzzo a partire dai prossimi giorni, con la fase 2 della campagna vaccinale pronta ad entrare nel vivo incrementando ulteriormente le categorie interessate dalle somministrazioni anti Covid.
UNA PROVA. Il via ieri con le prime dosi arrivate alla farmacia dell’ospedale del capoluogo pronte per essere iniettate. «Abbiamo voluto fare un test preliminare», spiega il direttore sanitario facente funzioni della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila Franco Marinangeli, «per verificare la tollerabilità del nuovo vaccino, destinato agli under 55, e anche la sua maneggevolezza, rispetto ai precedenti. Tutto è andato bene. La fase successiva delle somministrazioni, che coinvolgerà oltre alle forze dell’ordine anche il personale scolastico, partirà nei prossimi giorni e sarà gestita in centri periferici che si stanno individuando».
LE DOSI. Nel primo pomeriggio di ieri ha avuto quindi inizio la somministrazione delle dosi di AstraZeneca. Il primo a sottoporsi alla vaccinazione è stato il capo di gabinetto della questura dell’Aquila, Sandro De Angelis.
Di questa tipologia di vaccino, destinata alle persone al di sotto di 55 anni, ed in particolare alle forze di polizia, penitenziari e categorie relative al mondo della scuola, giungeranno complessivamente 27.400 dosi con tre diverse consegne. Ma stanno arrivando in queste ore in Abruzzo anche 2.340 dosi di vaccino Pfizer, quello che insieme a Moderna sarà utilizzato per la difesa degli ultraottantenni, verso i quali la campagna di vaccinazione partirà a metà mese.
15 FEBBRAIO. È questa la data stabilita per l’avvio della vaccinazione degli anziani over 80: lunedì avrebbo dovuto esserci un vertice in Regione per definire i dettagli organizzativi dell’operazione. Un incontro saltato perché si aspettavano delle disposizioni a livello nazionale. «Siamo in attesa che il ministero chiarisca alcune criticità», ha confermato ieri pomeriggio il referente regionale per le vaccinazioni, Maurizio Brucchi. «Il programma, comunque, resta quello già stilato in attesa dei provvedimenti dal ministero».
Per gli anziani in difficoltà, che hanno problemi a muoversi, la Regione ha ideato un piano che prevede la somministrazione del vaccino a domicilio. Più in generale, invece, viene ritenuto importante l’utilizzo della piattaforma con le prenotazioni, che ha creato una vera e propria anagrafe dove attingere e rintracciare il paziente. Grazie a questa il sindaco, il medico curante o la Asl di riferimento, potranno convocare gli over 80 senza problemi di deambulazione, alle postazioni che saranno allestite per la vaccinazione.
JOHNSON & JOHNSON. Intanto in un più ampio discorso nazionale si parla di Johnson & Johnson che solo pochi giorni fa ha presentato una richiesta al Fda per ottenere un'autorizzazione all'uso di emergenza per il suo vaccino anti Covid-19. Presto il dossier sarà sottoposto all’Ema.
«Credo sarà depositato all'Agenzia europea a giorni, quindi l’Ema con i suoi scienziati deve avere il tempo di verificarlo. Ci aspettiamo una approvazione entro la fine di marzo. Abbiamo comunque già depositato dei dati nella fase di “rolling” che ha implementato l'Ema proprio per velocizzare il processo», commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen e presidente di Farmindustria.
Il vaccino in questione è monodose, non ha quindi bisogno del richiamo, e può essere conservato alle normali temperature dei frigoriferi domestici. «All’Italia spetterebbero 27 milioni di dosi», conclude Scaccabarozzi. «È bello dire, essendo monodose, che ci saranno 27 milioni di vaccinati più che di dosi».
Ha collaborato
Romana Scopano