Vaccini, quarti in Italia Ma troppi negazionisti

2 Agosto 2021

Dosi fatte per 100mila abitanti: ci precedono solo Lombardia, Puglia e Lazio I no vax però sono oltre 347mila, un numero pari a un terzo degli abruzzesi

PESCARA. È una medaglia con due facce tra di loro molto diverse. Da una parte è raffigurato un Abruzzo virtuoso che conquista il quarto posto in Italia nella classifica delle vaccinazioni contro il Covid. Ma dall’altra parte c’è un numero che preoccupa molto: è quello dell’esercito dei no vax, per scelta oppure per pigrizia, che continua a essere la città più grande della regione, pari quasi a tre volte Pescara. In questo articolo facciamo il punto delle vaccinazioni in Abruzzo prima che, da oggi, parta lo sprint finale che dovrebbe portarci, entro la fine del mese, a raggiungere la tanto sperata immunità di gregge.
QUASI SUL PODIO. Il primo dato che analizziamo è quello riferito alle dosi somministrate in rapporto della popolazione. In Italia l’Abruzzo è al quarto posto di una classifica che vede in vetta la Lombardia con una percentuale di 120,29, seguita dalla Puglia con il 118.89 per cento, poi il Lazio con 118.3 e quindi dalla nostra regione che si attesta su un valore di 116.83 per cento. Ma al di là del numero, puramente ragionieristico, c'è da dire che l’Abruzzo svetta in Italia per quanto riguarda i vaccini somministrati in base alla popolazione.
Entrando più nel dettaglio, come viene mostrato nella grande tabella in alto, le persone vaccinate con le due dosi hanno superato la metà degli abruzzesi. Sono infatti il 50,77 per cento di 1.305.770 abitanti. Mentre il totale delle dosi somministrate, fino a ieri pomeriggio, si attestava su un dato molto alto pari a 1.525.578 vaccini.
IL FRONTE DEL NO. Ma c'è un’altra faccia della medaglia che molto meno rassicurante per perché si riferisce all’ampia platea dei no vax, intendendo per questi sia i negazionisti sia gli indecisi.
Il numero complessivo e di 347.795 abruzzesi, cioè un terzo dell'intera popolazione da vaccinare.
Come riportiamo nella tabella, sono senza nessuna dose ben 53.744 giovani compresi nella fascia d'età che va dai 12 ai 19 anni. È una delle tre fasce con minore copertura e quindi maggiormente esposta al virus nella sua forma mutata, la variante Delta che, questa settimana, raggiungerà in Abruzzo il 100 per cento dei nuovi casi, come ha anticipato al Centro il genetista dell’Università Gabriele D’Annunzio, Liborio Stuppia.
I PIÙ VULNERABILI. In assoluto però è la fascia che va dai 30 ai 39 anni quella con la minore copertura visto che i cosiddetti no vax in questo caso sono 57.957. Ed è importante conoscere questo numero perché ci fa toccare con mano quanto sia ancora vasta la popolazione totalmente indifesa di fronte al Covid. In questa ultima fascia potremmo collocare, per esempio, un'intera città abruzzese: un capoluogo di provincia.
Ma anche la fascia immediatamente successiva, quella che va dai 40 ai 49 anni, vede oltre 57.000 cittadini privi sia della prima che della seconda dose di vaccino.
ADOLESCENTI A RISCHIO. La tabella in alto dà un quadro completo che dimostra una situazione attuale in chiaroscuro. In termini percentuali assoluti la fascia dei giovani è quella più scoperta perché il 58,06 per cento degli adolescenti abruzzesi, che tra poco più di un mese tornerà a scuola, non ha ricevuto dosi contro un 20,69 per cento che ne ha fatte due.
Quella maggiormente coperta è la fascia degli ultranovantenni, anche se in questo caso la popolazione è molto ridotta. Così come gli ultra ottantenni dei quali ne restano da vaccinare ancora 7.052.
La domanda da farsi è questa: ce la farà davvero l’Abruzzo a raggiungere la sua immunità di gregge per la data prevista? Chi sa fare i calcoli matematici la fìssa per venerdì 27 di agosto. È il giorno fatidico in cui l'80 per cento della popolazione dovrebbe essere al riparo dall'attacco del virus, soprattutto della variante Delta.