Vaccini, si comincia oggi A disposizione 1.650 dosi

A Città Sant’Angelo parte la campagna antinfluenzale, priorità agli ultra 65enni Ma tra il centro angolano ed Elice è arrivata la metà del quantitativo richiesto
CITTÀ SANT’ANGELO. È in partenza questa mattina la campagna vaccinale contro l’influenza sul territorio di Città Sant’Angelo, resa ancor più importante nell’anno segnato dal coronavirus.
Come riferito dal direttore sanitario Enrico Lanciotti «nella giornata di ieri abbiamo provveduto a distribuire 150 dosi Fluad - la trivalente - ai nostri 11 medici di famiglia», per un totale di 1650 dosi, che rappresentano circa la metà della richiesta avanzata tra il centro angolano ed Elice.
«Questo tipo di vaccino verrà somministrato dando la priorità agli ultra 65enni. Il 12 ottobre arriverà la metà delle dosi richieste di Fluarix - la tetravalente - che dovrebbe fare la parte del leone in questa campagna vaccinale. In tale caso i principali destinatari sono gli ultra 60enni, i soggetti immunodepressi e le categorie a rischio, come per esempio gli operatori sanitari».
È chiaro che un occhio di riguardo verrà riservato ai bambini, anche in virtù della loro predisposizione a essere veicolo di trasmissione dei virus, ma bisogna fare i conti con la disponibilità delle dosi, che attualmente scarseggiano. «Cercheremo di attingere da quelle regioni che hanno un surplus per far fronte al nostro fabbisogno», assicura Lanciotti, ribadendo ancora una volta due concetti fondamentali. Il primo è quello per cui dalla scorsa primavera in poi c’è stata un’impennata nella richiesta che ha colto di sorpresa anche le aziende farmaceutiche, le quali stanno provando a soddisfare la domanda non senza difficoltà. Il secondo, invece, è quello per cui, quest’anno vaccinarsi sarà ancora più importante anche per effettuare una prima scrematura tra le patologie, considerando che presumibilmente ai primi sintomi influenzali, il pensiero di tutti sarà quello di aver contratto il Covid. Da questo punto di vista, per le persone vaccinate sarà più facile fare la diagnosi, evitando la confusione tra le patologie che facilmente potrà generarsi tra i non vaccinati».
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