Vaccini, un mese di attesa La Asl chiede 140mila dosi

16 Ottobre 2020

E i contagi da Covid cominciano a correre: ieri altri 40 positivi nel Pescarese

PESCARA. Bisognerà attendere almeno la metà di novembre per vedere una distribuzione più massiccia dei vaccini. Al momento, la Asl di Pescara ha provveduto alla fornitura di 34mila dosi di vaccini antinfluenzali, partendo dalla capillare rete dei medici di base. Ma per ora le scorte all'orizzonte che potrebbero entrare nella disponibilità dell'azienda sanitaria pescarese non sembrano molte.
La Asl, guidata dal direttore generale Vincenzo Ciamponi, di concerto con l'unità operativa complessa di Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica diretta da Adelina Stella, sta lavorando per gestire la situazione e assegnare gli ulteriori approvvigionamenti, che arriveranno nelle prossime settimane. Per la campagna antinfluenzale sono state richieste dalla Asl 140mila dosi, praticamente il doppio di quelle erogate nell'inverno 2019 e che ammontavano a 71mila.
BARRIERA ANTI-COVID E se da un lato i sanitari raccomandano la vaccinazione a tutti, per non sovraccaricare il sistema sanitario nazionale in piena emergenza Covid, ma anche per rinforzare il sistema immunitario innato di ciascuno, creando una barriera in più contro il coronavirus, dall'altro l'indisponibilità delle scorte rende necessaria un'organizzazione per priorità.
Primo step per la Asl pescarese è stato quello di partire dalla rete dei medici di base. Sono 260 i medici di famiglia, sui 268 di tutto il territorio provinciale, che hanno aderito alla campagna vaccinale, ritirando le prime 34mila dosi di vaccino e cominciando la somministrazione ai pazienti over 65 anni con o senza patologie gravi, tra cui diabete, cardiopatie, asma e altre malattie respiratorie.
I MEDICI DI FAMIGLIA «È stata fatta una scelta precisa», chiarisce Maria Assunta Ceccagnoli, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Pescara nonché responsabile della comunicazione dell'azienda sanitaria pescarese, «e cioè di privilegiare la rete dei medici di famiglia, che hanno sempre dato un'ottima adesione alle campagne antinfluenzali, collocandosi in percentuale come numero più elevato tra le Asl abruzzesi».
I medici hanno quindi cominciato la distribuzione partendo dai pazienti con patologie croniche e soggetti deboli, ma i numeri sono insufficienti e i dottori attendono le nuove dosi, che sembrano tardare ad arrivare. Una nuova tranche di vaccini è giunta alla Asl lunedì scorso e altre due sono previste per il 19 e il 26 ottobre.
FORNITURE DALL’ESTERO Tra le varie tipologie di vaccino sui quali si punta in questa campagna antinfluenzale, il Fluad, cioè il vaccino specifico per gli utenti dai 65 anni in su, è stato già distribuito e per le nuove dosi bisognerà attendere almeno la metà di novembre, dal momento che si aspettano forniture dall'estero. Approvvigionamento difficile anche per lo Pneumovax, il vaccino anti pneumococco. Lunedì è previsto l'arrivo della metà delle dosi richieste di Vaxigrip, adatto ad adulti e bambini, che anche in questo caso, data la ridotta disponibilità, dovrà essere indirizzato ai pazienti più a rischio. Già disponibili, infine 3mila dosi delle 8 mila richieste di Prevenar, il vaccino anti-polmonite. La distribuzione proseguirà ancora con i medici di famiglia, per poi passare in un secondo step alla somministrazione al personale sanitario «che verrà svolta all'interno dei distretti e degli ospedali», anticipa ancora la Ceccagnoli.
Dagli inizi di novembre, disponibilità permettendo, la campagna amplierà la sua platea a bambini e aa quanti volessero farsi vaccinare, pur non rientrando nelle categorie a rischio.
I NUMERI TELEFONICI Verso la fine del mese, la Asl aprirà il sistema di prenotazioni, attivando numeri telefonici dedicati. In quel caso l'erogazione avverrà in precise sedi vaccinali che verranno individuate dal servizio d’Igiene, Epidemiologia e sanità pubblica della Asl.
Intanto sul fronte contagi, dei 203 nuovi casi registrati ieri in tutta la regione, emersi dall'analisi di 3.222 tamponi, 40 riguardano la provincia di Pescara. Di questi cinque hanno un'età inferiore ai 19 anni (sui 13 totali in tutte le quattro province).
IL COVID HOSPITAL Nel Covid hospital di Pescara sono attualmente ricoverate 48 persone. Di queste 42 sono in Terapia non intensiva e sei in Rianimazione.
In totale, l'ospedale aperto ad hoc per la gestione dei malati di coronavirus e sviluppato su 4 livelli, ha una disponibilità di 181 posti letto, 40 dei quali di terapia intensiva.
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