Vaccino anti-Covid ad altri 1.496 operatori

6 Gennaio 2021

Già somministrata la metà delle dosi disponibili. Il direttore D’Amario: «Sarà una lunga maratona»

PESCARA. Dei 7.935 vaccini consegnati nei giorni scorsi in Abruzzo, una dose su due è già stata somministrata ai destinatari. Sale a 3.994 il totale delle persone vaccinate, pari al 50,3% delle dosi al momento disponibili. L’Abruzzo non è nella parte più alta della classifica nazionale, ma tutto sommato registra buone performance, superando la media nazionale, che si ferma al 40 per cento circa. Anche ieri le attività sono andate avanti nei sette punti di somministrazione predisposti dalle quattro Asl, cioè gli ospedali di Pescara, L’Aquila, Chieti, Teramo, Vasto, Lanciano e Avezzano. Alle ore 18.30 di martedì, fa sapere l’assessorato regionale alla Sanità, avevano ricevuto il vaccino altre 1.496 persone, numero ben più alto delle 864 di lunedì: 516 alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila (204 nel presidio ospedaliero dell’Aquila, 174 ad Avezzano e 138 a Sulmona), 352 alla Asl di Lanciano Vasto Chieti (192 a Chieti e 160 a Vasto), 385 alla Asl di Pescara e 243 alla Asl di Teramo (102 a Teramo, 69 a Sant’Omero e 72 ad Atri). Le vaccinazioni hanno riguardato anche ieri operatori sanitari e socio-sanitari: 538 maschi e 914 femmine.
La maggior parte dei vaccini è stata somministrata a persone che appartengono alle fasce di età comprese tra 50-59 anni e 40-49 anni. Seguono, poi, quella 60-69 anni, quella 30-39 anni e quella 20-29 anni. Una quindicina i vaccini a persone tra i 70 e i 79 anni e poche le unità somministrate a soggetti di età compresa tra 16 e 19 anni e tra 80 e 89 anni. La quasi totalità dei vaccini è stato somministrato ad operatori sanitari e sociosanitari. Solo alcune decine le dosi inoculate a personale non sanitario e poche unità quelle al momento utilizzate per gli ospiti delle strutture residenziali. Al terzo giorno di campagna vaccinale, il direttore del dipartimento Sanità della Regione, Claudio D’Amario, sottolinea che in Abruzzo «sta crescendo in modo importante la capacità di somministrazione». D’Amario precisa comunque che «non sarà una gara di velocità, ma una lunga maratona che ci porterà da gennaio alla fine di settembre alla cosiddetta copertura di gregge». Si lavora, intanto, sulle fasi due e tre della campagna, che coinvolgeranno anche medici di base e pediatri. (l.d.)