Vaccino day, aperta la via per uscire dall’incubo-virus

A Teramo il giorno inaugurale della campagna contro il Covid con i vertici di Regione e Asl Il direttore D’Amario: «Il 2021 sarà più sereno, ora abbiamo gli strumenti per combattere»
TERAMO. La celebrazione della speranza. Il “Vaccino day” ha rappresentato ieri per tutto l’Abruzzo un momento catartico, un punto di svolta nell’evoluzione della pandemia. Non a caso l’espressione più usata ieri al pianterreno del secondo lotto dell’ospedale di Teramo, dove si è svolta la giornata che avvia la più grande campagna vaccinale della storia d’Italia, e non solo, è stata «Si vede una luce alla fine del tunnel».
Le 135 dosi di vaccino anti-Covid da somministrare a 33 operatori sanitari per ogni Asl e a tre anziani, poi ridotti a due, della casa di riposo sono arrivate ieri mattina: un grosso contenitore consegnato dagli alpini del nono reggimento e scortato anche dai carabinieri è stato consegnato nelle mani del direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia.
Alle 10 la conferenza stampa congiunta fra Regione e vertici delle quattro Asl in cui tutti hanno ribadito che il vaccino rappresenta l’unica vera concreta speranza di uscire il prima possibile dalla pandemia.
«E’ una giornata storica», ha esordito l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, che ha posto l’accento su quello che accadrà a breve, visto che in settimana è previsto l’arrivo di circa 25mila dosi di vaccino in modo da avviare la campagna vaccinale dal 4 gennaio. «Uno sforzo enorme non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto quello logistico», ha continuato l’assessore, «perché vanno organizzati i calendari, le chiamate e le somministrazioni, in un incastro di situazioni nel quale nulla può essere lasciato al caso. Ci stiamo preparando da mesi e sono certa, comunque, che tutto andrà per il meglio».
Il direttore del dipartimento regionale sanità, Claudio D'Amario, ha sottolineato che è «una giornata epocale per tutta l’Europa» dove contemporaneamente è iniziata la campagna vaccinale. «La vaccinazione è importante perché riduce la circolazione del virus, oltre che immunizzare la popolazione. Certo, il virus non starà fermo: muterà perché virus e battesi si difendono ma il vaccino funziona anche sulle mutazioni», ha poi precisato. D’Amario prevede «un 2021 più sereno, perché da oggi l’Abruzzo è più resiliente, peraltro con squadre di tracciatori molto buone, con lavori per i posti letto Covid che saranno terminati a fine gennaio e una capacità diagnostica diffusa».
Orgoglio perché la Asl di Teramo è stata scelta per il “Vaccino day” è stato espresso da manager della Asl teramana Maurizio Di Giosia: «Abbiamo messo in campo tutte le nostre professionalità, che stanno dando un grande esempio di abnegazione sin dall’inizio della pandemia. Il vaccino è importante per riprendere una vita normale, è l’unica arma contro il virus». Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri direttore generali. «È questo un momento fondamentale in questa guerra», ha aggiunto infatti Roberto Testa, direttore della Asl aquilana, «che arriva dopo lo screening di massa, altro momenti di grande coesione e sensibilizzazione». E ancora il manager della Asl di Pescara Vincenzo Ciamponi: «È una giornata simbolo in cui tutte e quattro le Asl sono qui. Siamo in prima linea e le cose le stiamo risolvendo. Mutuerò questa organizzazione». Infine Angelo Muraglia, direttore sanitario della Asl di Chieti in sostituzione di Thomas Schael, che ha contratto il coronavirus, ha fatto notare che «questa sintesi, questa sinergia fra istituzioni fa ben sperare». Un pensiero particolare «alle persone che abbiamo perso in questi mesi a causa della pandemia» l’ha rivolto poi l’assessore regionale Pietro Quaresimale.
«Tutte le istituzioni continentali hanno scelto di iniziare contemporaneamente la campagna vaccinale a significare l’unione e la coesione nel voler arginare la diffusione del virus», ha dichiarato il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, «In tale circostanza siamo ancor di più, forse come non lo siamo mai stati, parte di una unica comunità che travalica i confini nazionali e ci accompagna verso il contrasto alla battaglia pandemica avvertendo fortemente il senso di una nuova comune umanità». E dopo la benedizione del vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi che essendo anche medico ha espresso «la fiducia che questo evento possa essere l’inizio di una crescita della ricerca scientifica, che deve essere sempre più all’altezza delle nuove sfide», alle 10,30, è iniziato il primo turno di vaccinazioni.
A coordinare l’organizzazione il direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi. «Oggi parte un percorso che ci porterà alla cosiddetta immunità di gregge», ha osservato, «infatti fra chi è immune perchè ha contratto la malattia e chi si vaccina, di fatto la circolazione del virus sarà fermata». Immunità che secondo le previsioni potrà essere raggiunta a fine agosto-settembre, quando saranno immuni almeno 40 milioni di persone. Lo stesso Brucchi sovrintende l’organizzazione della campagna vaccinale alla Asl di Teramo: ovviamente come previsto i primi a vaccinarsi saranno tutti coloro che lavorano negli ospedali. Non solo personale sanitario, dunque, ma anche tecnici e amministrativi. Ovviamente saranno vaccinati solo coloro che si saranno iscritti nell’apposita piattaforma, che in Abruzzo conta già 16mila nomi. «L’obiettivo è ottenere degli ospedali Covid-free per quanto riguarda il personale», ha spiegato Brucchi, il quale anticipa che i vaccini saranno fatti sul territorio nei distretti sanitari di base e negli ospedali da sei squadre di vaccinatori già addestrate, a cui se ne aggiungeranno altre.
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