«Valanga e sisma non collegabili»

18 Gennaio 2022

È l’esito dello studio dell’università di Trento commissionato da uno dei superstiti

PESCARA. Non ci sarebbe nessun collegamento fra le scosse di terremoto che il 18 gennaio del 2017 interessarono il territorio di Rigopiano, e la valanga che distrusse l'hotel e fece 29 vittime. Lo sostiene uno dei superstiti della tragedia, Giampaolo Matrone, che in quel disastro perse la compagna e madre di sua figlia. Conclusioni, contenute in uno studio commissionato dallo stesso Matrone al professor Nicola Pugno dell'università di Trento, che va in senso opposto alla perizia del collegio difensivo. «La tesi degli indagati si è dimostrata illogica. Noi chiaramente», aggiunge, «sosteniamo con forza le evidenze scientifiche scoperte dai nostri consulenti e confidiamo che anche i periti del tribunale giungano alla stessa conclusione, in particolare nel ritenere totalmente slegati il terremoto e la valanga. Fermo restando che comunque sussistono profili di responsabilità che esulano dalla questione e dall’eventuale rapporto di dipendenza tra questi due fenomeni, avendo attinenza piuttosto con la gestione complessiva dell’emergenza, con il fatto che quell’hotel fosse aperto, che gli ospiti siano stati fatti salire quando la strada era già pressoché impraticabile per la neve e tutti gli altri aspetti e le omissioni tristemente note di questa vicenda».
Studio che sintetizza in quattro punti il perché il terremoto non potrebbe essere stata la causa della valanga, anche per la mancanza di una fessura causata dallo stesso terremoto: e comunque, la valanga si sarebbe dovuta distaccare, nel caso, nelle seguenti due ore rispetto all’ora in cui si distaccò quel giorno. Uno studio che, in questa fase del procedimento davanti al gup, dove i riti abbreviati sono già stati decisi, potrà servire come memoria della parte civile, utilizzabile nella discussione dei riti abbreviati e solo in questo modo entrare nel processo che si dovrà tenere una volta che i superperiti del giudice depositeranno le loro conclusioni. E questo non potrà avvenire nell'udienza del 28 gennaio visto che gli esperti hanno ottenuto altri 90 giorni per concludere la loro perizia. Tutto verrà dunque rinviato a dopo il 12 aprile.