«Valanga non prevedibile» Le difese svelano le carte

22 Maggio 2021

L’avvocato Reboa: vanno esaminate attentamente. Udienza rinviata al 25 giugno

PESCARA. Tutto secondo copione ieri mattina in tribunale, in occasione della ripresa dell’udienza, dopo due mesi e mezzo di pausa causa Covid, sulla tragedia di Rigopiano che fece 29 morti. Una copiosa produzione di documenti e consulenze tecniche su tutti gli aspetti più delicati dell’impianto accusatorio contro i 30 imputati, è stata depositata dal collegio difensivo (in particolare dagli avvocati Augusto La Morgia, Marco Spagnuolo, Massimo Galasso) che per la prima volta è sceso in campo per fronteggiare la pubblica accusa (rappresentata dai pm Andrea Papalia e Anna Benigni) e costruire le basi per affrontare una serie di riti abbreviati che potrebbero chiudere questa vicenda, almeno per la maggior parte degli imputati, nella fase dell’udienza preliminare, dove si trova il procedimento.
CONSULENZE E RINVIO Il gup Gianluca Sarandrea ha bloccato sul nascere qualsiasi tentativo di polemizzare su quel deposito di atti che il giudice vedeva per la prima volta. Conclusione: si tornerà in aula il 25 giugno proprio per consentire alle parti interessate di poter prendere cognizione del contenuto di quelle carte, davvero tante, e che riguardano in particolare tre argomenti cardine del procedimento. Primo fra tutti l’origine della valanga, la carta valanghe e la prevedibilità dell’evento, proseguendo con le iniziative che vennero prese in ambito di gestione dell’emergenza (aspetto che riguarda in particolare i prefettizi, ma anche la Provincia), e poi l’utilizzo dei mezzi in quei giorni così unici, per la gravità degli eventi atmosferici che avevano colpito un po’ tutta la regione, facendo peraltro anche dei morti. «Dobbiamo per forza di cose leggere quei documenti», ha detto l’avvocato Romolo Reboa che rappresenta alcune delle 150 parti civili. «Nel momento che si cerca di far entrare nel processo migliaia di pagine, perizie e controperizie, lo scopo è quello di far saltare le perizia dell’accusa. Fa parte del lavoro delle difese. Ma l’esperienza insegna che quando si depositano tante carte, molto spesso serve per farne entrare magari soltanto una, per tirarla fuori all’ultimo minuto. Per questo vanno attentamente esaminate».
LA VALANGA La consulenza più corposa è quella sull’origine della valanga, che sarebbe stata causata dalle scosse di terremoto peraltro non prevedibili, e sull’assenza di una carta valanghe. E la perizia della difesa, dopo aver chiarito che la Carta per la localizzazione dei pericoli da valanga «non è un documento di previsione e non contiene valutazione dei limiti che le valanghe in futuro potranno raggiungere», chiude le circa 2000 pagine della perizia affermando che «sulla possibilità che la presenza della Clpv avrebbe evitato le conseguenze avute il 18 gennaio 2017 presso l’hotel Rigopiano, la risposta è negativa». E questo anche perché le riprese fotografiche che erano a disposizione del servizio cartografico «non fornirebbero elementi che facciano pensare ad una situazione di pericolo nell'area di Rigopiano».
«Si ritiene che se la valanga non si fosse ancora verificata, non avremmo trovato testimonianze relative ad eventi di simili dimensioni avvenuti nel passato. Alla luce di quanto detto possiamo concludere che l’eventuale presenza della Clpv non avrebbe evitato la tragedia del 18 gennaio 2017». E questo perché «le conoscenze storiche, sintetizzate nella carta storica delle valanghe, non ci sarebbero state di aiuto. Infatti, su tale carta non vi è segnata alcuna valanga che abbia investito l’area di Rigopiano».
L’EMERGENZA Poi c'è la consulenza a firma del dottor Roberto Bruno Mario Giarola, esperto in protezione civile, sulle attività della Prefettura rispetto all’emergenza, e in relazione a quello che erano le disponibilità dei mezzi. Dopo aver precisato ruoli e attività di competenza della stessa Prefettura, chiude così: «Pur in mancanza della formale attivazione di specifici meccanismi e presidi, stando agli atti si è dato corso a un’intensa attività operativa cadenzata anche da riunioni di coordinamento appositamente convocate alla presenza degli interlocutori funzionali necessari, soprattutto in relazione al tema della viabilità».
IL 25 GIUGNO IN AULA Dunque, il 25 giugno si torna in aula e, se non ci dovessero essere grosse questioni legate ai documenti depositati, si dovrebbe passare alla fase della formalizzazione dei riti abbreviati già ieri preannunciati da molti dei legali degli imputati (così come anche qualche scelta di rito ordinario). Per cui il giudice dovrà calendarizzare le varie discussioni, ordinarie e con riti alternativi, per poi passare la parola alla pubblica accusa per l’inizio della discussione che si preannuncia complessa e che dovrebbe prolungarsi per più di una udienza.