Valentinetti: non si speculi sull’autismo

L’arcivescovo, per la fondazione Paolo VI, va al Tar contro la Regione: solo chi ha i requisiti assista i malati, stop agli altri
PESCARA. «Non speculiamo sull’autismo e su nessun’altra sofferenza». È un richiamo alla politica che crede negli affari della sanità quello dell’arcivescovo di Pescara Tommaso Valentinetti. Prende posizione Valentinetti e, tra le righe del suo intervento, sembra dire che nell’assistenza ai malati di autismo non c’è spazio per gli abusivi. E gli abusivi, secondo l’arcivescovo, sono anche le cooperative «prive del presupposto necessario per esercitare qualsiasi attività sanitaria, ossia l’accreditamento». Ma Valentinetti non guarda in basso ma in alto e cioè alle stanze in cui si decide come dividere i fondi della sanità.
Da presidente della fondazione Paolo VI di Pescara, Valentinetti ha presentato un ricorso al Tar dell’Aquila per chiedere la revoca di una gara d’appalto della Asl dell’Aquila per l’affidamento della gestione dei servizi psicoeducativi del Centro per adulti con autismo in apertura a Pratola Peligna. Al Tar, Valentinetti ha chiesto anche la revoca dell’assegnazione delle risorse pari a più di 1,5 milioni di euro per 4 anni. Dietro la Asl dell’Aquila, però, c’è la Regione e l’intervento dell’arcivescovo è l’inizio di un braccio di ferro, almeno giudiziario, proprio con la Regione.
La fondazione Paolo VI, assistita dagli avvocati Tommaso Marchese e Alessandra Rulli, mira a ristabilire il principio della professionalità e il diritto dei pazienti a ricevere prestazioni adeguate. E, in base al ricorso, il limite tra l’adeguatezza e l’inadeguatezza delle prestazioni sta proprio nell’accreditamento con la Regione e cioè quasi una patente per gestire i servizi di assistenza agli autistici: «Non siamo interessati specificatamente alla struttura di Pratola, ma come fondazione», spiega Valentinetti, «abbiamo scelto, non da soli, di ricorrere alla magistratura amministrativa non per ottenere l’affidamento diretto del centro peligno, ma affinché, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali poste a presidio dell’attività sanitaria, lo stesso possa essere affidato a soggetti accreditati pubblici o privati e non a cooperative prive del presupposto necessario per esercitare qualsiasi attività sanitaria, ossia l’accreditamento».
La procedura europea contestata è stata bandita dalla Asl aquilana con la delibera numero 2.273 del 30 dicembre 2015 firmata dal direttore generale Giancarlo Silveri a ridosso del suo addio di fine anno. La gara d’appalto è ancora aperta: fino al 26 aprile prossimo sarà possibile presentare le offerte e le buste saranno aperte il 3 maggio.
Valentinetti prosegue e ristabilisce il primato della professionalità: «L’unico interesse che ci riguarda è il benessere di chi si rivolge alle nostre strutture e tanto abbiamo investito in questi anni, in risorse umane, tecnologiche ed economiche, per prestare servizi riabilitativi adeguati e per rispondere sempre ai requisiti richiesti per l’accreditamento. Nonostante le difficoltà, lavoriamo sempre per l’eccellenza, cercando di formare i dipendenti alla professionalità e all’attenzione umana e non capisco per quale motivo dovremmo rinunciare a offrire il nostro servizio specialistico. Non si può insinuare, sempre e per di più senza motivo, che dietro la gestione di fondi e di denaro ci possano essere interessi personali o guadagni facili. Continueremo a operare nel settore con lealtà e con attenzione», conclude Valentinetti, «senza lasciarci abbattere da giudizi infondati e, talvolta, deontologicamente discutibili».
L’arcivescovo ha agito nel ricorso insieme a un’altra fondazione privata del Vastese, Il Cireneo, presieduta da Germana Sorge: alla Asl si contesta l’utilizzo in quota pubblica dei posti di riabilitazione, rivendicando, invece, un presunto diritto in quanto privati accreditati. In particolare, nel ricorso le due fondazioni si dicono «titolari di una specifica posizione concessoria e contrattuale, con la Regione il servizio sanitario» per l’erogazione, in regime di accreditamento di prestazioni sanitarie riabilitative.
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