Valori, vignaiolo e filosofo a Summa con i vini bio

Non c’è solo il Vinitaly a far muovere il mondo per il vino in questi giorni. Tra le altre manifestazioni di settore, ieri, nelle tenute Alois Lageder, Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang, a Magrè, in...
Non c’è solo il Vinitaly a far muovere il mondo per il vino in questi giorni. Tra le altre manifestazioni di settore, ieri, nelle tenute Alois Lageder, Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang, a Magrè, in Alto Adige, si è svolto per il ventesimo anno Summa, riunione di vignaioli d’eccellenza e operatori di settore provenienti da tanti angoli del pianeta - come Austria, Kazakhstan, Nuova Zelanda, Francia, Italia, Slovenia - per quello che è considerato un green event in cui presentare i propri vini a un pubblico internazionale di esperti. Presente anche l’Abruzzo con l’inconfondibile entusiasmo del vignaiolo-filosofo Luigi Valori - quest’anno anche a Vinitaly con i suoi vini bio nello stand Masciarelli Tenute Agricole al padiglione 7 - produttore a Sant’Omero e Controguerra che ha raccontato la sua esperienza al Centro.
Che idea si è fatto di Summa?
«È la mia terza partecipazione a questa manifestazione interessante sia per i produttori biologici che per gli appassionati del settore. Summa racchiude in sé la ragion d’ essere del mondo bio, si svolge in un contesto straordinario davvero emozionante. E poi è anche una vetrina interessante dal punto di vista qualitativo, è una straordinaria selezione dei migliori prodotti biologici e biodinamici».
È l’unico produttore abruzzese di Summa. Quale ruolo crede svolgano vitigni e vini abruzzesi che rappresenta attraverso le sue etichette?
«Il ruolo del vino abruzzese in generale ed in particolare dei miei vini a Summa ha assunto una importanza riconosciuta anno dopo anno. È per il nostro territorio una riconferma dell’ottimo livello qualitativo raggiunto dopo anni di sforzi profusi in Abruzzo nell’affinamento delle tecniche agronomiche ed enologiche. Ormai i vini abruzzesi sia biologici che tradizionali ottengono ampio apprezzamento e riconoscimenti sia nei concorsi enologici che nei mercati internazionali più importanti, in particolare per quanto riguarda le varietà autoctone tradizionali di Montepulciano, Pecorino e Trebbiano».
Siamo competitivi insomma.
«Ce la battiamo alla pari con i migliori produttori a livello mondiale grazie alla nostra abilità nel saper sfruttare al massimo le potenzialità del territorio e delle varietà tipiche».
Quali novità ha portato quest’anno a Summa?
«Trebbiano, Pecorino e Cerasuolo 2016, l’anteprima del Merlot Inkiostro Igt Colli Aprutini 2013 e il classico Montepulciano Colline Teramane Docg Vigna Sant’Angelo 2010. Più di tutto, però, quest’anno ho cercato di trasmettere al pubblico il mio lavoro, la continua lotta contro le vicende climatiche della stagione produttiva». (g.d’o.)

