Variante oltre 120: scenario da zona gialla e mascherine

Il Teramano in cima alla lista dei focolai di Delta. L’Abruzzo tra le quattro regioni a rischio Tra un mese, se continua così, non saremo più bianchi e tornerà anche la quarantena
La temutissima variante Delta circola sempre di più in Abruzzo e, di conseguenza, peggiorano gli indicatori dell'emergenza. Al punto che la regione è una delle quattro che rischiano il passaggio in zona gialla. Ovviamente non è un rischio imminente: secondo le previsioni degli esperti, se la crescita della curva proseguirà a questi ritmi, potrebbe accadere entro fine agosto. Si studiano, quindi, gli scenari ipotetici e si valuta la possibilità di reintrodurre l'obbligo della mascherina all'aperto.
ANCORA VARIANTE. La variante Delta, tra il 30 e il 60% più contagiosa, inizia a diffondersi rapidamente. L'Istituto Zooprofilattico di Teramo, al termine delle ultime attività di sequenziamento, ha individuato altri 28 contagi riconducibili alla mutazione del virus: 17 riguardano pazienti del Teramano, quattro dell'Aquilano, quattro del Chietino e tre del Pescarese. Il totale arriva così a oltre 120 casi, la maggior parte dei quali, cioè i due terzi, in provincia di Teramo, dove si registrano numerosi focolai. Per quanto riguarda le altre province, sono circa 25 i contagi dovuti alla variante nel Chietino, sei nel Pescarese e cinque nella provincia dell'Aquila.
PREVALENZA. In attesa di dati ufficiali, l'impressione degli addetti ai lavori è che la variante Delta stia rapidamente diventando prevalente, se già non lo è diventata. Nell'ultimo documento dell'Istituto Superiore di Sanità, risalente però alla fine di giugno, la percentuale di prevalenza era del 56,3%, ma il dato era poco indicativo, perché basato su un numero bassissimo di casi. Ora che i dati sono più consistenti, il sospetto degli esperti è che la mutazione stia correndo più che mai. Il timore, considerando che non tutti i tamponi possono essere sequenziati e che d'estate sono tanti gli asintomatici, difficilissimi da intercettare, è che il fenomeno sia ben più ampio di quello descritto dai numeri.
SEQUENZIAMENTO. Le attività di sequenziamento proseguono quindi senza sosta: ad occuparsene sono lo Zooprofilattico e il laboratorio di Genetica molecolare-Test Covid-19 dell'università D’Annunzio di Chieti. Nei prossimi giorni le due strutture parteciperanno al nuovo sondaggio flash disposto dall'Istituto di Superiore di Sanità, i cui risultati saranno utili per valutare la prevalenza della variante Delta. L'indicazione che arriva dalla task force nazionale, d'altronde, è quella di sequenziare il più possibile, proprio per andare a scovare la variante sul territorio. A questo si dovrà abbinare un'intensificazione dell'attività diagnostica - vale a dire più tamponi - per intercettare i positivi, anche se asintomatici, e provare a stroncare sul nascere i focolai.
ZONA GIALLA. L'attuale situazione, pur restando gli indicatori assolutamente favorevoli, va monitorata con attenzione. L'Abruzzo, insieme a Sicilia, Campania e Marche, in prospettiva rischia la zona gialla. Un passaggio sicuramente non imminente, ma che a questi ritmi di crescita dei numeri potrebbe avvenire comunque nel corso dell'estate, entro la fine di agosto.
LA SITUAZIONE. Il parametro principale, nella classificazione di rischio delle regioni in aree colorate, è l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti. In Abruzzo il dato è pari a 16,2, uno dei peggiori d'Italia.
Se è vero che l'indicatore è ben lontano dai livelli di guardia (per rimanere in zona bianca deve essere inferiore a 50), è vero anche che negli ultimi giorni dato sta crescendo ed è passato dal valore minimo di 11 a quello attuale, con una variazione del +50% circa. Anche i nuovi casi settimanali, per tre mesi in calo senza soluzione di continuità, ora registrano costantemente una variazione positiva, con picchi del +40% nei giorni scorsi.
La situazione peggiore rimane quella del Teramano, la cui incidenza è pari a 28,2, dato che la colloca al decimo posto in Italia tra le province con i numeri più alti. Segue l'Aquilano, con 24,3. Poi ci sono, con numeri più bassi, il Chietino (8,2) e il Pescarese (7,3, in aumento di ben sei punti rispetto a una settimana fa).
MASCHERINE E QUARANTENA. Si studiano quindi misure per rallentare la corsa del virus, con la variante Delta che preme sull'acceleratore. Si ipotizza, ad esempio, di reintrodurre l'obbligo di mascherine all'aperto: al momento sono obbligatorie solo in caso di assembramento o quando non è possibile mantenere il distanziamento, ma in molti non rispettano la prescrizione. Altra cosa su cui si lavora sono le quarantene. Come già avvenuto per gli arrivi dalla Gran Bretagna, si valuta di introdurre la quarantena obbligatoria per chi rientra da altri Paesi, tra cui Spagna e Portogallo. GREEN PASS E VACCINI. Altro scenario su cui si sta lavorando riguarda la possibilità di allungare la lista dei luoghi dove si potrà entrare solo con il Green Pass e, soprattutto, di rilasciare la certificazione verde solo dopo la seconda dose e non 15 giorni dopo la prima. Insomma, sembra ripartire il braccio di ferro sulle misure di contenimento del virus.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, però, sottolinea che piuttosto che nuove restrizioni la vera arma sono i vaccini. E intanto la campagna vaccinale prosegue. Secondo le proiezioni del Sole 24 Ore l'Abruzzo raggiungerà l'obiettivo dell'80% di popolazione vaccinata il 31 agosto. Poco chiaro, però, perché tale data, nel giro di un giorno, sia stata anticipata di quasi un mese.

