Veglia la madre morta in casa: la bimba sarà affidata al nonno

14 Marzo 2015

La bimba di 6 anni ha cercato di accudire la madre, l’ha accarezzata e l'ha vegliata per due giorni. Ora sarà affidata al nonno materno che, non avendo notizie della figlia, si è precipitato da Pescara a Bari scoprendo il corpo

PESCARA. A sei anni ha aspettato che la mamma, caduta dal letto dopo averle detto “mi sento male”, le rispondesse. Ha cercato di accudirla come ha potuto, l’ha accarezzata, l’ha chiamata chissà quante volte ma poi alla fine l’ha semplicemente vegliata, perché era morta. Dopo due giorni di questo strazio la bambina è stata “liberata” dal nonno materno che preoccupato per il lungo silenzio della figlia Barbara di 36 anni, ha preso la macchina e da Pescara, dove vive con la moglie, è partito per Bari, città di origine della famiglia dove abitavano anche figlia e nipote. Con ogni probabilità la piccola verrà affidata a lui.

È questo il filo conduttore che lega Pescara a Bari nella tragedia scoperta nel tardo pomeriggio di ieri nell’appartamento al piano rialzato del rione Liberà, in corso Mazzini, quartiere popolare in pieno centro, a Bari, dove la donna, di 36 anni, abitava a due passi dal palazzo di giustizia con la figlia che portava il suo stesso cognome e che non sveliamo proprio per tutelare la minore. Una bambina autonoma e sveglia, educata a non aprire la porta, a non rispondere a nessuno e a non parlare al telefono in caso di assenza della mamma, e che per questo, con la mamma riversa a terra in camera da letto, per due giorni non ha risposto a nessuno.

Una bambina che pur provvedendo a se stessa sfamandosi in soggiorno con latte, frutta e pane trovati in dispensa e in frigo, è rimasta quasi impietrita di fronte alla tragedia a cui forse ha assistito direttamente, rimanendo poi sola a gestire il dolore e il vuoto per la mamma che all’improvviso non le rispondeva più.

Ai poliziotti della Volante diretti da Maurizio Galeazzi intervenuti dopo l’allarme lanciato dal nonno “pescarese” una volta arrivato nel piccolo appartamento di Bari, la piccola ha riferito alcuni particolari, come l’ultima frase della madre “mi sento male” che lascerebbero intendere il fatto che probabilmente l’ha vista morire e da quel momento le sia rimasta accanto senza rispondere alle ripetute telefonate che arrivavano da Pescara.

«La mamma mi ha detto che si stava sentendo male, si è messa sul letto ma poi è caduta», ha riferito la piccola ai poliziotti che in effetti hanno ritrovato la 36enne in camera, riversa a terra accanto al letto. Una morte che dai primi accertamenti dovrebbe risalire a un paio di giorni prima. Sul corpo non ci sono segni di violenza che facciano pensare a una morte violenta, né vi sono in casa medicinali o sostanze che possano far pensare a piste alternative. In attesa dell’autopsia l'ipotesi più accreditata è quella del malore.

Di sicuro una morte di cui l’unica testimone sembra proprio la bambina di sei anni che frequenta la prima elementare. La stessa bambina che ieri sera, portata ospedale per essere visitata, aveva i valori buoni e anzi, come ha riferito il dirigente della Volante, con i poliziotti ha anche scherzato. Ma chi era la mamma, Barbara, 36 anni, rimasta ad abitare a Bari, con i genitori che si erano trasferiti a Pescara, con una bambina da mantenere da sola e lavori saltuari?

Il corpo della donna, trovato dai soccorritori del 118 dopo l'allarme lanciato dal padre della vittima, che vive a Pescara,viene portata fuori dall'appartamento dalla polizia mortuaria a Bari, '13 marzo 2015. ANSA/LUCA TURI

Le testimonianze dei vicini raccontano di una ragazza che non passava inosservata, che indossava spesso un cappello che copriva i capelli molto corti.Una donna serena e piena di voglia di vivere, almeno come la descrivono i vicini, che aveva anche rinnovato l'arredamento di casa l’estate scorsa e non pensava ad altro che ad accudire la figlioletta di sei anni. «L’abbiamo vista due giorni fa», hanno raccontato ieri i gestori del wine bar che si trova a pochi passi dalla sua abitazione, «era venuta da noi per acquistare un paté». (s.d.l.)

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