«Vendevo il pesce ora quando posso faccio il pompiere»
PESCARA. La sua avventura inprenditoriale l’ha tentata nel pieno della crisi, dieci anni fa, quando ha aperto una pescheria a Montesilvano. «Pescheria Vestina si chiamava», racconta Roberto Pignoli,...
PESCARA. La sua avventura inprenditoriale l’ha tentata nel pieno della crisi, dieci anni fa, quando ha aperto una pescheria a Montesilvano. «Pescheria Vestina si chiamava», racconta Roberto Pignoli, 42 anni, nato e cresciuto tra i pescatori di Borgo Marino, «il pesce ce l’ho nel sangue, ho iniziato a 13 anni, scaricavo le cassette al mercato. Quando ho avuto qualche soldo, dieci anni fa, li ho investiti nella pescheria, 15mila euro, neanche tanti, ma avevo un lavoro». Invece è durato cinque anni quel lavoro perché le tasse, le spese e i mille controlli hanno costretto Roberto a chiudere.
«Mi sono trovato con un macello di spese e ho chiuso. Me ne andai alle Canarie, parliamo di cinque anni fa, e lì ho lavorato in un ristorante di pesce, facevo il ristoratore. Era di alcuni tedeschi che mi avevano dato carta bianca, cucinavo, gestivo la sala, preparavo il menù, tutto. E mi andava bene, perché lì i costi sono completamente diversi, facevo il ristoratore, mi piaceva e lì sarei rimasto».
Ma dopo le tasse ci si sono messi alcuni problemi famigliari e Roberto è dovuto tornare a Pescara e ricominciare di nuovo. «Sono tornato qui e per vivere mi sono messo a fare tutto quello che capitava». Anche il vigile del fuoco, che oggi Roberto fa con la passione di chi spera in un lavoro, un lavoro vero. «Faccio il vigile del fuoco discontinuo, mi chiamano solo per coprire alcuni turni, quando serve. Sono stato di servizio ad Alanno, ho lavorato anche lì come vigile del fuoco e la speranza è davvero di riuscire a entrare definitivamente. Ma è difficilissimo, perché tutti stanno nella stessa condizione. Intanto provo a fare dell’altro», conclude, «cucino a domicilio, faccio catering, tutto quello che trovo, perché la voglia di lavorare non mi manca. Anche se il pesce ce l’ho nel sangue, anche se nella pescheria ci credevo veramente. Purtroppo è andata così. Ma adesso devo pensare a mio figlio, che è ancora piccolo. Rimettersi in carreggiata è difficile, ma io ce la sto mettendo tutta».
(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

