Vent’anni di tagli sull’ospedale «Ora la Regione investa»

22 Giugno 2015

PENNE. Il Movimento per la sanità vestina continua nella sua lotta in difesa dell’ospedale San Massimo di Penne. Sabato mattina i manifestanti pennesi, assieme ai comitati di Sulmona, Ortona e Atessa...

PENNE. Il Movimento per la sanità vestina continua nella sua lotta in difesa dell’ospedale San Massimo di Penne. Sabato mattina i manifestanti pennesi, assieme ai comitati di Sulmona, Ortona e Atessa si sono dati appuntamento davanti all’ingresso Ikea di San Giovanni Teatino e, dopo aver percorso con le auto l’Asse attrezzato Chieti-Pescara a passo d’uomo, hanno manifestato davanti la sede della Regione Abruzzo contro i tagli agli ospedali periferici. A Penne, in particolare, c’è malcontento per la chiusura del punto nascite e per la rimodulazione del Pronto soccorso. La situazione non è chiara anche per la ristrutturazione del San Massimo. Sono stati spesi circa 500 mila per la progettazione ma, a oggi, i 12 milioni di euro per l’intervento non sono stati ancora coperti dalla Regione. «A Penne abbiamo già pagato un dazio pesante. Il San Massimo negli ultimi 20 anni è passato da 200 a 90 posti letto», dice il portavoce Gabriele Frisa, «la chiusura del punto nascite è l’ennesimo colpo. È ora che la Regione cominci a investire nel nostro ospedale. È inconcepibile continuare a sostenere l’attività privata a discapito di quella pubblica». (f.bel.)