Vent’anni di tagli sull’ospedale «Ora la Regione investa»
PENNE. Il Movimento per la sanità vestina continua nella sua lotta in difesa dell’ospedale San Massimo di Penne. Sabato mattina i manifestanti pennesi, assieme ai comitati di Sulmona, Ortona e Atessa...
PENNE. Il Movimento per la sanità vestina continua nella sua lotta in difesa dell’ospedale San Massimo di Penne. Sabato mattina i manifestanti pennesi, assieme ai comitati di Sulmona, Ortona e Atessa si sono dati appuntamento davanti all’ingresso Ikea di San Giovanni Teatino e, dopo aver percorso con le auto l’Asse attrezzato Chieti-Pescara a passo d’uomo, hanno manifestato davanti la sede della Regione Abruzzo contro i tagli agli ospedali periferici. A Penne, in particolare, c’è malcontento per la chiusura del punto nascite e per la rimodulazione del Pronto soccorso. La situazione non è chiara anche per la ristrutturazione del San Massimo. Sono stati spesi circa 500 mila per la progettazione ma, a oggi, i 12 milioni di euro per l’intervento non sono stati ancora coperti dalla Regione. «A Penne abbiamo già pagato un dazio pesante. Il San Massimo negli ultimi 20 anni è passato da 200 a 90 posti letto», dice il portavoce Gabriele Frisa, «la chiusura del punto nascite è l’ennesimo colpo. È ora che la Regione cominci a investire nel nostro ospedale. È inconcepibile continuare a sostenere l’attività privata a discapito di quella pubblica». (f.bel.)

