Venti profughi già in paese: «Ora servono cibo e vestiti»

ROSCIANO. Sono venti i profughi ucraini accolti dalla comunità di Rosciano. Ieri mattina erano in 13, tra cui un papà con moglie e figlio, ospite di una struttura ricettiva. Altri (5 gli ultimi...
ROSCIANO. Sono venti i profughi ucraini accolti dalla comunità di Rosciano. Ieri mattina erano in 13, tra cui un papà con moglie e figlio, ospite di una struttura ricettiva. Altri (5 gli ultimi arrivi in serata) alloggiano in un ex asilo a Villa Badessa, sei chilometri da Rosciano. Sono mamme con bambine, prevalentemente, quasi tutte ginnaste. La più piccola ha 4 anni, le altre fino a 13 anni. Dei rifugiati si occupano i volontari della Protezione civile, coordinati da Agostina Grande, che lancia un appello al buon cuore di cittadini e aziende per il reperimento di beni di prima necessità: «Avremmo bisogno di cibi freschi, carne, formaggi, latte, burro, tute e scarpe da ginnastica per le bambine che si allenano» ogni giorno nel cortile della struttura, adibita a sede scout fino a qualche giorno fa, «inoltre, c'è necessità di mezzi di trasporto per consentire a queste persone di effettuare le visite mediche». Nel gruppo si sono registrati anche un paio di casi Covid. Chi vuole donare può consegnare cibo e vestiti nella sede di via Fontanelle, 4, a Rosciano. La protezione civile ha allestito anche punti di raccolta in paese dove i residenti hanno portato quantitativi consistenti di cibo in scatola e vestiario. (c.co)

