Ventitrè anni fa la scomparsa di Benito Merenda

PESCARA. Oggi saranno 23 anni dalla scomparsa di Benito Merenda, giornalaio di Porta Nuova, personaggio storico del dopoguerra pescarese. La sua edicola in viale Marconi è sempre stata "sentinella"...
PESCARA. Oggi saranno 23 anni dalla scomparsa di Benito Merenda, giornalaio di Porta Nuova, personaggio storico del dopoguerra pescarese. La sua edicola in viale Marconi è sempre stata "sentinella" pronta a raccogliere le richieste di aiuto sociale e riscatto culturale e, insieme, "luogo " di riferimento di intere generazioni di donne e di uomini che, tra gli anni 60 e 90, provarono a lottare per l'equità e il riscatto politico delle classi deboli. Non ci fu movimento di quegli anni che non vide Merenda, per generosa voglia di giustizia e insopprimibile amore di libertà, divenire protagonista delle lotte piccole e grandi che cambiarono la cultura socio-politica di Pescara e non solo. Maestro di vita di tantissimi, tra cui anche qualcuno dell'odierna classe dirigente, lascia, tra gli insegnamenti, il disprezzo per l'ipocrisia e il rispetto per la dignità di ognuno. Gli amici e compagni di allora, insieme alla Fondazione a lui intitolata - avvocato Franco Sabatini presidente - si augurano che, a breve, col Comune che già gli assegnò una benemerenza, possa concretizzarsi un segno permanente di memoria per la sua figura e la sua storica edicola.

