Verì dice no agli allarmismi «Focolai sotto controllo»

3 Ottobre 2020

L’assessore alla sanità: sono pronti 194mila test rapidi per docenti e studenti

PESCARA. L’assessore Nicoletta Verì in tre concetti. Il primo è un piano per le scuole dell’Abruzzo: 194mila test antigenici su campioni di saliva a disposizione di studenti, docenti e personale scolastico. L’altro è un obiettivo: far vaccinare contro l’influenza stagionale il 75% della popolazione abruzzese. Il terzo una speranza: tenere a freno i contagi per evitare che le mascherine diventino obbligatorie all’aperto per tutto il giorno, ma ciò accadrà solamente se la fascia di rischio di contagio continuerà a essere medio-bassa. L’assessore regionale alla Sanità illustra le prossime strategie della Regione Abruzzo per fronteggiare la pandemia.
Assessore, qual è l’andamento della diffusione del virus?
«Altalenante, con una curva che un giorno aumenta e l’altro diminuisce».
Perché accade?
«Una volta evidenziati i casi positivi o eventuali focolai c’è un buon discorso di presa in carico del problema, con un tracciamento immediato per evitare che il contagio possa espandersi. Inoltre, attraverso procedure di isolamento si riesce a circoscrivere questi focolai. A oggi non abbiamo una curva alta esponenziale, né focolai particolari, ma è quello che ci aspettavamo».
La situazione nelle scuole la preoccupa?
«No, ma si stanno formando degli allarmismi ingiustificati. Finora ci sono state risposte negative, tranne a Vasto, Avezzano, Castel di Sangro e Silvi. Stiamo mettendo in atto un piano che prevede test antigenici rapidi nelle scuole su campioni di saliva. Test che danno risposte in 15 minuti. C’è il via libera all’acquisto da parte del Comitato tecnico scientifico e metteremo in atto tutte le procedure. Nelle prossime ore è prevista una riunione coi direttori generali e già abbiamo chiesto al Provveditorato scolastico i numeri di allievi, insegnanti e operatori scolastici: prevediamo di avere a disposizione circa 194mila test. Sono la soluzione per evitare disagi, per esempio la quarantena di un’intera classe. Vogliamo dare segnali precisi e aderenti alle realtà del territorio e per eseguire questi test stiamo ipotizzando anche l’impiego di strutture mobili».
C’è un altro tema di stretta attualità e riguarda l’obbligo delle mascherine all’aperto. Obbligo esteso in più regioni. L’Abruzzo che cosa farà?
«Abbiamo lavorato, e continuiamo a farlo, per la prevenzione. Con il nostro gruppo tecnico scientifico abbiamo stabilito dei requisiti prima che arrivino le misure restrittive, ovvero quand’è che scatta l’allerta. Dipende dal rischio. A oggi siamo in una fascia medio bassa, non ci sono numeri tali per mettere in atto azioni più restrittive e collettive. Queste fasce di rischio vanno in base all’andamento settimanale dei contagi e tengono conto dei calcoli che si basano sull’indice di trasmissibilità del virus e sul tasso di occupazione negli ospedali. Attualmente la sorveglianza dei casi è assicurata perché questa fascia è medio bassa, quindi non sono necessarie misure più restrittive collettive, come l’obbligo quotidiano di mascherine. Nel vicino Lazio l’ordinanza è arrivata perché lì c’è stato un aumento esponenziale dei casi. Per evitare che anche l’Abruzzo vada incontro a misure restrittive sono indispensabili le azioni di prevenzione individuali e collettive, quelle che ormai conosciamo tutti. Misure necessarie specialmente adesso che sono riprese le scuole: vanno rispettate al momento dell’ingresso e all’uscita. Le scuole stanno lavorando in sicurezza, ne ho visitate alcune, le norme si stanno rispettando, si utilizzano termoscanner, gel igienizzanti, ma il senso di responsabilità deve restare elevato».
Quali scenari per l’Abruzzo da qui all’inverno?
«Sappiamo che il periodo autunnale e invernale è quello a maggior rischio: l’arrivo del freddo, l’umidità, le riunioni in luoghi chiusi danno la possibilità di aumentare la trasmissibilità del virus, tanto è vero che si sta discutendo di spostare a fine gennaio il periodo dell’emergenza. Per quanto riguarda l’Abruzzo, nella prima fase siamo stati bravi mettendo in atto misure di contenimento importanti. E adesso stiamo adottando soluzioni per evitare il diffondersi dei focolai. Pensiamo alla Valle Peligna e alle forme preventive che hanno funzionato: i tracciamenti sono stati fatti al 100% per tutti coloro che ne avevano necessità».
Il super macchinario per i tamponi arrivato a Pescara che fine ha fatto?
«Funziona, funziona. I tamponi si stanno facendo con regolarità».
E per le strutture sanitarie sono previsti potenziamenti?
«Abbiamo presentato un cronoprogramma per l’ampliamento delle sale operatorie con l’intenzione di abbattere le liste d’attesa nell’ambito chirurgico. Parlo di Pescara. Per quanto riguarda i posti di terapia intensiva, aspettiamo i fondi (29 milioni, ndr) per completare i lavori al più presto e realizzare altri posti di terapia intensiva nelle Asl».
L’ultimo tema è quello dei vaccini contro l’influenza. Voi li raccomandate, ma ce ne sono a sufficienza?
«In delibera, già dalla metà di luglio, è ben scritto: la nostra è una delle prima regioni d’Italia ad avere raccomandato fortemente la vaccinazione per le fasce fragili; per la prima volta parliamo dei bambini e dei sanitari e abbiamo anticipato l’età per la gratuità delle vaccinazioni. Adesso abbiamo dato la disponibilità a includere nell’elenco anche i farmacisti che senz’altro sono tra quelli a più diretto contatto con la popolazione. Per quanto riguarda le dosi, già ci sono quelle per le persone fragili e le dosi per coprire altre fasce di popolazione sono sufficienti. Abbiamo fatto un patto con le regioni limitrofe, in una sorta di mutuo soccorso come previsto dal Ministero, e arriveranno altri vaccini qualora dovessero servire. L’obiettivo è raggiungere una copertura vaccinale in Abruzzo del 75% della popolazione; negli anni precedenti si era fermi al 40%. Per ora la risposta alle vaccinazioni c’è stata, con qualche difficoltà organizzativa e tempi lunghi d’attesa in alcuni distretti, ma rientra tutto nella normalità. Tra non molto arriverà qualche altra bella notizia, perché puntiamo alle prenotazioni attraverso una app, ma non fatemi fare altre anticipazioni».