Verì: potenziare le Asl per garantire tutti i servizi

L’assessore: il Covid? I controlli funzionano, ma non abbassiamo la guardia
L'AQUILA. «In Abruzzo la situazione sanitaria legata all'emergenza Covid-19, al momento, è sotto controllo». L'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, reduce da una riunione al pronto soccorso dell'ospedale di Chieti, mette in fila i provvedimenti che la Regione sta adottando in materia sanitaria.
In vista della riapertura delle scuole, posticipata al 24 settembre, verranno prese tutte le precauzioni del caso, dalla sanificazione dei locali al distanziamento. Ma la Regione ha chiesto anche uno sforzo maggiore ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl per la gestione del coronavirus e dell'attività di screening: più personale per recuperare le visite ambulatoriali "saltate", prolungamento dell'orario ed estensione dei controlli diagnostici a sabato e domenica. La soglia di attenzione resta massima, anche in vista della riapertura delle scuole.
Come sta affrontando la Regione la fase del "ritorno alla normalità"?
«I numeri dimostrano che la rete di monitoraggio funziona: il 70% dei pazienti affetti da Covid, in Abruzzo, è stato individuato nell'ambito dei controlli sulla tracciabilità messi in atto dalle aziende sanitarie. Ieri, sono stati registrati quattro nuovi casi di contagio, tre in provincia dell'Aquila e uno a Chieti, che non spostano, di molto, il quadro generale. Attualmente i positivi, in Abruzzo, sono 427, due in meno rispetto al giorno precedente, comprendendo, nel calcolo complessivo, il numero dei dimessi, dei guariti e dei deceduti. Le maggiori criticità si registrano nella Asl aquilana. Oggi, alle 10.30, incontrerò sanitari e dirigenti all'ospedale di Sulmona per monitorare la curva epidemiologica, il tracciamento dei casi e l'isolamento dei micro-focolai. Prestiamo massima attenzione alla mappatura per circoscrivere i contagi e isolarli: i casi positivi, tra l'altro, sono per lo più riconducibili a persone rientrate dalle vacanze o, comunque, dall'estero».
Quanto si rischia con la ripresa, a pieno regime, delle attività dopo la pausa estiva?
«Finora siamo stati in grado di fronteggiare la fase di emergenza e il post-lockdown. Dove si sono creati degli assembramenti o situazioni di promiscuità siamo intervenuti nei confronti dei Comuni raccomandando attente verifiche e una sorveglianza a tappeto. Alcuni sindaci hanno emesso delle ordinanze che obbligano all'utilizzo della mascherina h24, proprio per limitare i rischi. I controlli e le precauzioni, in questo periodo, sono fondamentali».
L'Abruzzo è tra le regioni che ha scelto di far slittare a dopo le elezioni il ritorno degli studenti sui banchi. Perché?
«La posticipazione della riapertura delle scuole è una presa d'atto delle richieste pervenute dai dirigenti scolastici e dai sindaci.
Stiamo agendo su due livelli: strutturale e personale. Da un punto di vista strutturale, dopo le operazioni di voto, i locali scolastici verranno tutti sanificati e ogni plesso sarà dotato di spazi adeguati a mantenere il distanziamento. Ci sarà, inoltre, una stanza dedicata, dove gli studenti che presentano sintomi sospetti verranno presi in carico dal referente scolastico che avvertirà la famiglia. Scatterà, a questo punto, la procedura di legge con la segnalazione al pediatra o al medico di base e i dovuti controlli».
Sono state previste misure sanitarie specifiche?
«La scorsa settimana ho incontrato i referenti dei pediatri di famiglia; domani sarà la volta degli Ordini delle professioni infermieristiche e dei relativi rappresentanti sindacali per valutare come prendere in carico il paziente-studente, quali misure e protocolli adottare. Ai Dipartimenti di prevenzione ho chiesto di incrementare il personale per la gestione Covid, laddove possibile. Procederemo anche alla formazione del personale scolastico e sanitario, ferme restando le linee guida nazionali che impongono, anche a scuola, il distanziamento sociale e l'utilizzo della mascherina».
Sulla somministrazione dei test sierologici agli insegnanti è esplosa una diatriba: giusto o no farli?
«I test vengono effettuati dai medici di famiglia e sono su base volontaria, anche se credo ci sia una sorta di "obbligo morale", ma non entro in questo tipo di polemica. Dove non c'è stata risposta da parte dei medici generali, le Asl possono interessare la medicina territoriale e i distretti sanitari di base. All'inizio abbiamo riscontrato un po' di scetticismo, ma la risposta dei docenti sta aumentando rapidamente. A giorni faremo il punto della situazione sui kit utilizzati e i relativi risultati. I test possono essere effettuati fino a sette giorni prima dell'avvio dell'anno scolastico: il termine ultimo è, quindi, slittato dal 7 al 17 settembre, ma va detto che si tratta di un elemento di screening, in quanto la risposta certa sulla positività viene fornita solo dal tampone».
E il ruolo delle Asl?
«Ogni azienda sanitaria presenterà un piano industriale per reinserire i pazienti che non hanno potuto effettuare le visite di controllo, nei mesi di fermo. L'attività ambulatoriale è stata riattivata il 18 maggio scorso, ma va recuperato il pregresso. Si procederà ad assunzioni mirate per l'emergenza coronavirus, anche se alcuni degli ultimi avvisi delle aziende sanitarie, per reperire nuovo personale, sono andati deserti in alcune branche di specializzazione. Per gli infermieri attingeremo alle graduatorie in essere e alle agenzie interinali. Sarà necessario, inoltre, una flessibilità dell'orario con l'estensione delle visite anche al sabato e alla domenica».
Non solo emergenza Covid, ma anche prevenzione.
«Lo screening è fondamentale per ridurre il rischio di ammalarsi. Coloro che ricevono a casa la convocazione per visite mediche e controlli sono invitati a presentarsi all'appuntamento: è importante non sottovalutare la prevenzione, che in questi mesi è stata messa da parte o si avranno problematiche sanitarie di tipo diverso».
La curva dei contagi, nelle ultime settimane, ha ripreso a salire. Quale sarà la risposta sanitaria in caso di nuove emergenza?
«L'Abruzzo è stata tra le prime regioni a presentare una rete Covid con un ospedale a Pescara, 66 nuovi posti di terapia intensiva e 92 di semi-intensiva sull'intero territorio. Alcuni lavori per il potenziamento dei reparti sono stati completati. Abbiamo sollecitato il ministero per ottenere altri 29 milioni di euro che ci consentirebbero di rafforzare ulteriormente la griglia di emergenza. Direi che siamo pronti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

