Verna a capo dei vigili del fuoco Guidò i soccorsi a Rigopiano

Cambio al vertice del comando di viale Pindaro: l’ingegnere pescarese prende il posto di Centi Nei giorni dell’emergenza valanga a Farindola lavorò per 40 ore di fila. L’abbraccio del personale
PESCARA. Luca Verna, ingegnere pescarese di 56 anni, è il nuovo comandante provinciale dei vigili del fuoco. Nel 2023 per Verna saranno già trent’anni di servizio. Sempre in prima linea, anche nei giorni neri di Farindola: è stato lui il direttore tecnico dei soccorsi all’Hotel Rigopiano, distrutto dalla valanga il 18 gennaio del 2017, con un bilancio di 11 sopravvissuti e 29 morti. Sulle sue spalle la responsabilità di guidare trecento persone a caccia degli scampati alla tragedia della neve ma con il rischio incombente di un’altra slavina. «Tutti quelli che erano vivi sono stati estratti vivi», raccontò Verna in un’intervista al Centro del 2017, «abbiamo fatto tutto il possibile grazie al cuore di tutti quei soccorritori che hanno lavorato senza fermarsi un attimo in condizioni estreme e sotto il pericolo incombente di un’altra slavina. Era pericoloso, è vero, ma non abbiamo mai avuto il dubbio di entrare per soccorrere le persone». In un altro passaggio c’è la sua dedizione al lavoro: «Quando sono tornato a casa, mia moglie non mi riconosceva: al di là della fatica, del freddo e dei vestiti bagnati, avevo lavorato per 39 ore di fila, non avevo mangiato niente e, a dire la verità, non avevo neanche più fame: avevo solo la responsabilità di salvare delle persone intrappolate sotto la neve e le macerie».
Un pescarese alla guida del comando di viale Pindaro: è un orgoglio per la famiglia, mamma Anna e papà Ezio, coppia di ferro che ha assistito la figlia malata Manuela fino all’ultimo istante e, dopo la sua morte, si è battuta per trasformare la memoria in un centro risvegli dal coma all’ospedale di Popoli, appena inaugurato con la presenza del ministro Orazio Schillaci.
Verna, sposato e padre di due figli, con il grado di primo dirigente prende il posto del comandante uscente Daniele Centi che, ieri nel suo discorso di addio, ha ringraziato «tutto il personale per l’impegno quotidiano prestato anche durante il difficile periodo segnato dalla emergenza epidemiologica». Verna è stato accolto dal personale con «l’augurio di una positiva esperienza professionale».
Per il nuovo comandante, in arrivo dal comando di Ascoli Piceno, è il coronamento di una carriera sempre in prima linea. Come accadde nel terremoto umbro e marchigiano del 1997 e come è accaduto anche nel 2009 con il sisma dell’Aquila. Quella del vigile del fuoco è più di una professione: una missione. In mezzo, la gestione di alluvioni, frane, incendi di raffineria: Verna ha curato il piano soccorsi delle emergenze nazionali che si sono susseguite. È stato anche vice comandante dei vigili del fuoco di Teramo e di Pescara e direttore del reparto volo di Pescara. Un’attività costellata anche di riconoscimenti, come il diploma di benemerenza con medaglia per l’emergenza sisma del 1997, la Croce di anzianità «per aver prestato effettivo lodevole servizio per oltre 15 anni», il Premio Nassiriya a Montesilvano.
Negli occhi, l’immagine della devastazione di Rigopiano, con l’albergo accartocciato, resta per sempre: «È stato l’intervento più difficile della mia vita», disse Verna, «ho spento tre incendi ed esplosioni di raffinerie, ho partecipato a tutte le operazioni di soccorso durante i terremoti dal 1997 a oggi, ho fatto interventi su navi da crociera ma un’operazione così non l’avevo mai fatta. Ho coordinato oltre trecento uomini tra Corpo nazione del soccorso alpino, forze dell’ordine, 118 e Protezione civile e tutti hanno lavorato in piena e perfetta sintonia, in silenzio. Noi della direzione tecnica del soccorso, ci siamo costruiti una sala operativa con dei pannelli in legno nel palasport di Penne e, lì dietro, in armonia, con l’unico obiettivo di salvare la vita a delle persone, abbiamo esaminato progetti, elaborato dati, ascoltato testimoni e preso decisioni per intervenire nel modo migliore possibile».

