Verso il trasloco oltre 100mila utenti

16 Dicembre 2016

VASTO. C’erano state prese di posizione nette e inequivoche da parte delle massime cariche politiche abruzzesi. Ma le notizie che arrivano da Roma non lasciano spazio ad ulteriori aspettative. Nella...

VASTO. C’erano state prese di posizione nette e inequivoche da parte delle massime cariche politiche abruzzesi. Ma le notizie che arrivano da Roma non lasciano spazio ad ulteriori aspettative. Nella pianta organica del ministero della Giustizia - sebbene ancora in forma di bozza - il tribunale di Vasto è destinato a scomparire. Così pure Lanciano. E le battaglie annunciate dal presidente del Consiglio dell’ordine forense sarebbero a questo punto vane. Rivendicare per due anni la sopravvivenza dell’ufficio giudiziario fornendo argomentazioni del tutto legittimi non è servito. Il Tribunale di Vasto, nonostante i suoi 100mila utenti, per lo Stato italiano va accorpato. E pazienza se dista 80 chilometri da Chieti e vi operano sei giudici che solo nell'ultimo anno hanno condotto ben 3 processi contro camorra e ’ndragheta. Il settore Gip-Gup ha visto aumentare le sopravvenienze di oltre il 50%. Una crescita notevole che si è riflettuta sulla pendenza finale in modo non altrettanto sensibile: il 25%. Il dibattimento penale collegiale ha resistrato oltre settanta processi, dato sicuramente straordinario per un territorio come quello del circondario del Tribunale di Vasto di circa 100mila abitanti. Così come è consistente il numero dei processi penali innanzi al giudice dibattimentale, oltre mille complessivi, dei quali circa il 30% ultratriennali. Numeri che parlano da soli. Ma che pure non ha impedito all’estensore della nuova geografia giudiziaria di tirare dritto sulla strada dell’accorpamento. Alla vigilia di un nuovo tavolo convocato dal governatore Luciano D’Alfonso e dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio per tornare a discutere del futuro dei tribunali abruzzesi, i giochi sembrano ormai fatti.

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