Vertenza cementificio Prorogata di un anno la cassintegrazione

20 Maggio 2015

PESCARA. Un anno di proroga con la cassa integrazione. È quello che hanno ottenuto i diciassette lavoratori del cementificio di Pescara, oltre ad altri dieci lavoratori abruzzesi degli stabilimenti...

PESCARA. Un anno di proroga con la cassa integrazione. È quello che hanno ottenuto i diciassette lavoratori del cementificio di Pescara, oltre ad altri dieci lavoratori abruzzesi degli stabilimenti di San Giovanni Teatino, Notaresco, San Martino sulla Marrucina, Loreto Aprutino e Roseto. Nessun licenziamento, dunque, per i dipendenti della Sacci.

Il rischio, infatti, come era stato paventato da alcuni lavoratori, anche in un'intervista al Centro, era il licenziamento, che, però, per il momento, è stato scongiurato. Infatti da lunedì prossimo, 25 maggio, partirà la cassa integrazione straordinaria.

Dell’accordo nazionale che è stato firmato con la Sacci ha dato ieri notizia Lucio Girinelli, il segretario regionale della Filca Cisl.

«Abbiamo ottenuto il ritiro dei licenziamenti», ha sottolineato il leader sindacale Filca Cisl, «e per noi rappresenta un risultato che ci dà soddisfazione».

«Quello che ci auguravamo era infatti di non vedere i lavoratori mandati casa», ha rimarcato ancora Girinelli. «La buona notizia è pertanto che i lavoratori rimangono, con la cassa integrazione, agganciati all’azienda, che sia la Sacci oppure un’altra. Di questo se ne saprà di più fra qualche tempo, in quanto bisognerà capire quale sarà il futuro dell’azienda, anche nell’ipotesi di una futura vendita». E se allo stato i lavoratori del cementificio, quantomeno per un anno, rimarranno legati ancora alla propria sede di lavoro, dall’altro permane incerto il destino dello stabilimento.

«Quella è un’area importante», ha aggiunto ancora Girinelli, «Per questo motivo, nelle scorse settimane abbiamo chiesto un incontro con il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, proprio per affrontare il tema, ma finora non è arrivata alcuna risposta. Per quanto riguarda invece i lavoratori, rimane aperta la possibilità, anche se nello stabilimento dovesse insediarsi un’altra azienda impiegata in un settore diverso dalla calcestruzzi, che per loro ci sia una nuova assunzione».

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