Vertice con i sindaci sulla Popolare di Bari

15 Gennaio 2020

I sindacati chiedono tutela per i lavoratori delle filiali e rassicurazione sul credito alle piccole imprese

PESCARA. Un comitato ristretto per rappresentare le istanze del territorio nella crisi della Banca popolare di Bari, l’istituto che ha inglobato la Caripe: è la proposta accolta dagli amministratori della provincia convocati ieri in municipio dal sindaco Carlo Masci. A promuovere l’incontro sono stati i sindacati, preoccupati per possibili ricadute negative sui posti di lavoro e per l’erogazione del credito alle piccole e micro imprese.
«In questi ultimi anni abbiamo assistito progressivamente a una diminuzione di erogazione di credito a piccole e piccolissime imprese», ha detto Claudio Bellini, segretario generale Fist Cisl, «e quindi abbiamo voluto ascoltare i sindaci ed esporre loro le attuali problematiche. Temiamo inoltre le chiusure di piccole filiali, e c’è il discorso relativo ai dipendenti. Nel Pescarese ci sono le filiali ex Caripe, e faremo un incontro anche nel Teramano dove ci sono le banche ex Tercas».
«Quando si parla di banca di investimento le conseguenze sul territorio potrebbero essere da un punto di vista teorico anche positive», ha aggiunto Carlo Cericola del sindacato Fabi, «sicuramente una banca di investimento può andare incontro al tessuto economico anche nella nostra regione. Il rischio è però quello che non ci sia difficoltà di accesso al credito, ma di sopravvivenza per le imprese. Per questo motivo, l’incontro ha una valenza, oltre che tecnica, anche politica: non si tratta di salvare una banca, ma di una presa di posizione per salvaguardare lavoratori, clienti e capillarità del credito».
Masci, che ha voluto fortemente l’incontro, ha ricordato di aver già incontrato i sindacati prima di Natale: «Avevano lanciato un grido di dolore, ma anche un appello alla politica e alle istituzioni», ha sottolineato il primo cittadino, «il tema è quello che riguarda 800 dipendenti su un totale di 2000, poi quello delle filiali sul territorio. Ho sentito l’assessore regionale Mauro Febbo e alcuni parlamentari: questa è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme e presentarci compatti al confronto nazionale con il commissario di Banca popolare di Bari, per evitare che le conseguenze negative ricadano tutte sull’Abruzzo».