Vertice Pd sulla Nuova Pescara

Oggi l’incontro sulla fusione, D’Alfonso: dieci emergenze da affrontare subito
PESCARA. “Ci interessa ancora fare la Nuova Pescara? Perché serve?”. Ruota intorno a queste due domande la riunione che il circolo tematico del Pd Nuova Pescara terrà oggi alle ore 17.30 nell’Officina del deputato Luciano D’Alfonso, in via dei Marrucini 7/9.
La fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore dovrebbe avvenire il 1° gennaio 2027. «Il 2027 è vicino», spiega D’Alfonso, «mancano appena 30 mesi, un lasso di tempo idoneo per pensare le cose giuste, condividerle e renderle agenda di priorità. Dobbiamo offrire una piattaforma di rilettura della città con una proposta di realtà, capace effettivamente di presentarsi migliore e con una classe dirigente che abbia tutte le caratteristiche per essere percepita volenterosa, ritenuta affidabile con gli impegni presi e da mantenere». D’Alfonso prosegue: «Sarà l’occasione per aprire una specie di sinodo di tutti coloro i quali hanno voglia di proporre, suggerire, analizzare, rappresentare ed evidenziare a favore del cantiere di questi mesi che ci distanziano dal 2027 e dai cinque anni successivi. Vogliamo anche chiedere un grande contributo: segnalare le persone socialmente interessanti, senza trascurare nessuno, persone alle quali chiedere di unirsi con motivazione piena al cantiere di tutti. Deve finire la tristezza di candidature impedite per facilitare la raccolta dei propri voti. Dobbiamo puntare a 300 candidabilità tra le quali scegliere i migliori e attivare un grande cantiere convincente».
Sono 10 le emergenze che saranno affrontate: crisi del commercio, libere professioni, tempo libero, diritto alla salute, anziani, nuovi poveri, nuovi cittadini, carta degli aiuti a finalità regionale, grandi infrastrutture, dove localizzare le scuole.
«Ho voluto facilitare», conclude D’Alfonso, «una sorta di autoconvocazione nei confronti di tutti coloro i quali, in questi anni, hanno dimostrato vicinanza rispetto alla nostra idea di città e al metodo che una città deve conservare dentro di sé e collocare in esercizio nei momenti dovuti».

