Verì: in 9 mesi il vaccino a un milione di abruzzesi

8 Gennaio 2021

L’assessore alla Salute: puntiamo a ottenere l’immunità di gregge entro il 30 settembre Alle 18 di ieri le dosi iniettate erano oltre 15mila, distribuite nelle quattro Asl regionali

Prosegue spedita, in Abruzzo, la campagna vaccinale contro il Covid-19. Alle 18 di ieri, mentre le operazioni andavano avanti, erano complessivamente 7.498 le persone già vaccinate. In altre parole è già stato utilizzato più del 47% delle dosi consegnate alle quattro Asl, che ieri sono salite a 15.735.
«Ci stiamo avvicinando a consumare le 7.935 dosi consegnate in prima battuta: oggi dovremmo raggiungere l'obiettivo e superare quella quantità», commenta soddisfatto l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, nell'annunciare che, secondo le previsioni, «entro fine settembre avremo vaccinato il 75% della popolazione, cioè un milione di persone, così da raggiungere la cosiddetta immunità di gregge».
OPERAZIONI DI VACCINAZIONE
Ieri, come accade ormai dal 2 gennaio, le operazioni sono andate avanti per tutta la giornata nei nove punti di somministrazione predisposti dalle quattro Asl, cui si aggiungono le prime strutture per anziani in cui sono partite le attività. In particolare, secondo i dati della Regione, sono 1.639 le vaccinazioni eseguite tra la mattina e il pomeriggio, fino alle 18: 558 dosi nella Asl Avezzano Sulmona L'Aquila (204 nel presidio ospedaliero dell'Aquila, 204 ad Avezzano e 150 a Sulmona), 384 nella Asl Lanciano Vasto Chieti (218 a Chieti, 122 a Vasto e 44 a Lanciano), 387 alla Asl di Pescara e 300 alla Asl di Teramo (138 a Teramo e 162 nelle strutture per anziani). Le vaccinazioni hanno riguardato 547 maschi e 1.082 femmine. Le vaccinazioni sugli ospiti delle strutture per anziani, al momento, si stanno svolgendo quasi solo nel Teramano. A procedere in modo più spedito, infatti, è proprio la Asl di Teramo, che sta per concludere le dosi a disposizione e nel fine settimana potrebbe dover sospendere le operazioni fino alla nuova consegna. Alla Asl di Pescara, invece, mentre ora le attività si svolgono solo all'ospedale del capoluogo adriatico, a breve verranno attivati i punti di somministrazione di Penne e di Popoli. Per quanto riguarda le persone già vaccinate, alcuni dettagli in più sono disponibili sul portale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). In tarda serata, quando i dati non sono ancora del tutto aggiornati, del totale dei vaccini somministrati 4.666 hanno riguardato donne e 2.278 uomini. La fascia di età con più vaccinazioni è quella compresa tra 50 e 59 anni (2.056), seguita da quella 40-49 anni (1.872), da quella 30-39 anni (1.419), da quella 60-69 anni (1.262) e da quella 20-29 anni (727). Poche unità, invece, per le fasce di età 70-79 anni (90), 80-89 anni (49), oltre 90 anni (22) e 16-19 anni (1).
L’ASSESSORE VERÌ
«Stiamo lavorando bene e molto», afferma Verì, «e in base alle dosi che man mano ci arriveranno aumenteremo il numero di somministrazioni quotidiane. L'Abruzzo si sta muovendo bene, siamo tra le prime regioni in Italia. Abbiamo lavorato su ogni dettaglio, abbiamo fatto riunioni e incontri ed abbiamo costituito un gruppo di coordinamento, composto da un referente per ogni Asl e da un coordinatore regionale, proprio per far sì che tutto si svolga nel migliore dei modi». Se per ora il dipartimento Salute e gli uffici dell'assessorato alla Sanità sono alle prese con la Fase 1 della campagna vaccinale, gli esperti stanno comunque già pianificando la Fase 2, che riguarderà, tra l'altro, gli ultraottantenni e i soggetti a rischio a causa di altre patologie.
«È una preparazione continua e costante», aggiunge l'assessore, «aspettiamo che arrivi il personale dalla struttura del commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, ma noi, qui in Abruzzo, abbiamo coinvolto anche gli specializzandi affinché contribuiscano alla campagna. Stiamo individuando delle strutture che verranno messe a norma e si trasformeranno in veri e propri centri vaccinali. Nella seconda fase avranno un ruolo fondamentale anche i medici di famiglia e i pediatri, che potranno contruibuire a somministrare le dosi ai propri pazienti».
IMMUNITÀ DI GREGGE
«Secondo le previsioni», dice ancora Verì, «entro fine settembre avremo vaccinato il 75% della popolazione, cioè un milione di persone, così da raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. Sarà una maratona. Ci dovremo adeguare in base ai vaccini che verranno approvati e confermati». Novità positive, in tal senso, arrivano con il via libera, ieri, da parte dell'Aifa, all'azienda statunitense Moderna, il cui vaccino dovrebbe avere tempi di preparazione più rapidi rispetto a quello Pfizer al momento utilizzato. «Questo», evidenzia l'assessore, «dovrebbe consentire di procedere in modo ancora più spedito alla somministrazione». Da non sottovalutare, poi, gli aspetti relativi al richiamo, necessario tra 21 e 28 giorni dopo la prima dose. «Faremo una valutazione sui vaccini disponibili», annuncia Verì, «per accertare che vi siano le dosi necessarie per sottoporre a richiamo tutti. È chiaro che se dovesse arrivare un vaccino che non ha bisogno del richiamo potremmo correre ancora di più. Se, infatti, a causa del richiamo, il milione di persone da vaccinare entro fine settembre si trasformasse in due milioni di iniezioni, i tempi si allungherebbero», sottolinea, ribadendo come la maratona sia totalmente in corso. L'assessore conclude ricordando che «il vaccino, in questo momento, è un atto di civiltà: è un segnale di speranza che stiamo dando ai cittadini, i quali si sono sempre comportati bene, rispettando le misure imposte», conclude Nicoletta Verì.
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