Verì: terza dose di vaccino anche ai medici e ai fragili

L’assessore: «Parte una nuova fase, somministrazioni forse entro settembre»
Si allunga la lista delle categorie che avranno la priorità nella somministrazione della terza dose di vaccino. Non solo personale scolastico e forze dell’ordine come dichiarato dal referente regionale per la campagna vaccinale Maurizio Brucchi, ma anche operatori sanitari e soggetti fragili. A dichiararlo è l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì in una intervista rilasciata al Centro in cui affronta il tema dell’immunizzazione e quelle che sono le prospettive delle somministrazioni delle terze dosi.
Assessore, quando potrebbero partire le somministrazioni delle terze dosi?
«Siamo in attesa delle indicazioni del ministero e delle modalità che saranno elaborate dalla struttura commissariale. La tempistica non è ancora stata chiarita, anche se si parla già della fine del mese di settembre. Una volta ricevute le indicazioni nazionali, come sempre procederemo immediatamente alla fase operativa sulla rete regionale».
Riguarderà tutte le categorie?
«Di sicuro la priorità verrà riservata al personale sanitario e ai soggetti fragili, così come avvenuto nelle primissime fasi della campagna vaccinale».
È possibile che verrà somministrata una dose diversa rispetto alle prime due?
«Sulla tipologia di vaccino che verrà impiegata, lasciamo ogni decisione al mondo scientifico».
Pensa che la popolazione possa mostrarsi perplessa verso questa ulteriore dose?
«Credo che in Abruzzo non ci saranno particolari ritrosie da parte della popolazione. Del resto la nostra regione è una delle aree del Paese in cui la percentuale di cittadini vaccinati è tra le più alte, per cui c’è grande consapevolezza dell’importanza di sottoporsi alla vaccinazione».
Qual è la situazione attuale relativa ai docenti non vaccinati?
«In Abruzzo la percentuale di personale scolastico che ha ricevuto almeno una dose di vaccino è pari ad oltre il 96 per cento della platea potenziale. L’89 per cento di questa stessa platea ha invece completato il ciclo vaccinale. Sono percentuali tra le più alte d’Italia, che si sommano ai dati di copertura nei ragazzi tra i 12 e i 19 anni che sono altrettanto importanti. Non c’è dunque un’emergenza scuola nella nostra regione, anche perché in questi giorni c’è un flusso costante quotidiano di personale scolastico che si reca nei nostri hub per vaccinarsi».
E per quella parte di personale scolastico che continua ad essere contrario al vaccino, quali provvedimento verranno presi?
«Sulle sanzioni a quanti decideranno comunque di non sottoporsi al vaccino, saranno le scuole, sulla base delle disposizioni di legge statali, ad applicarle».
Quindi possiamo dire che l’Abruzzo è pronto alla riapertura delle scuole?
«Non ci risultano particolari criticità negli istituti scolastici, anche perché gran parte degli interventi per adeguare gli edifici ai protocolli di sicurezza sanitaria erano già stati eseguiti prima della ripresa primaverile. In più la Regione ha stanziato un milione di euro per l’acquisto di termoscanner agli ingressi, che consentiranno di misurare la temperature di ragazzi e docenti in maniera più precisa e veloce. È alta l’attenzione anche per quanto riguarda il monitoraggio della diffusione del virus all’interno delle scuole: parteciperemo infatti allo studio dell’Istituto superiore di sanità che prevede il coinvolgimento di 4mila studenti abruzzesi tra i 6 e i 14 anni, che saranno sottoposti periodicamente al test salivare molecolare. Un’iniziativa che permetterà di valutare anche l’attendibilità di questa tipologia di test, che potrebbero – dopo l’approvazione in sede ministeriale, sostenuta anche dalla Conferenza delle Regioni – essere validi anche ai fini del rilascio del Green pass».
Settembre può essere il mese giusto per raggiungere l’immunità di gregge nella nostra regione?
«Il 30 settembre era l’obiettivo che come governo regionale ci eravamo posti e credo che agli attuali volumi di vaccinazione dovremmo centrarlo senza difficoltà».
In cosa ritiene che la campagna vaccinale possa ulteriormente migliorare nella nostra regione?
«Ci avviamo verso una nuova fase che vede il superamento del sistema degli hub diffusi come li abbiamo conosciuti finora, sostituiti con strutture più leggere e concentrate in punti nevralgici del territorio. Ma soprattutto i medici di famiglia e le farmacie assumeranno un ruolo sempre più preponderante nelle vaccinazioni. È dunque indispensabile settare diversamente il sistema e su questo punto siamo già al lavoro per assicurare la continuità e l’efficienza della campagna vaccinale».
Qual è il suo pensiero sull’andamento epidemiologico in Abruzzo?
«L’andamento dei contagi e delle ospedalizzazioni in Abruzzo è ancora sotto controllo e lontano dalle soglie di allerta previste dalle norme nazionali. Finora la nostra regione ha affrontato e superato tutte le fasi dell’emergenza, anche quelle più drammatiche: basti ricordare che lo scorso marzo avevamo oltre 800 ricoverati, di cui 90 in terapia intensiva, mentre oggi siamo a un decimo. La rete che abbiamo attivato fin dalle primissime fasi della pandemia si è dunque dimostrata all’altezza di garantire un’adeguata assistenza ai nostri concittadini. Come riportato anche dal Centro, nelle ultime settimane assistiamo anche ad una diminuzione dei contagi tra gli under 30, a dimostrazione dell’aumento del numero delle vaccinazioni in questa fascia di età».
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