Vestina gas, ora in vendita è il 12%

28 Novembre 2015

Cresce la quota dei privati ma il Comune non cede tutto il pacchetto

PENNE. Si è aperto con un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Parigi il Consiglio comunale di Penne, convocato giovedì, alle 15, in seduta straordinaria. Il clima in aula non è stato dei più sereni e tra i consiglieri non sono mancati momenti di tensione.

All'ordine del giorno, la maggioranza del sindaco D'Alfonso ha inserito l'aumento delle quote in vendita della società partecipata Vestina gas srl. Dal 6% previsto dal bando messo in piedi un mesetto fa, poi andato deserto, si è passati al 12% delle quote complessive in possesso dell'ente vestino. Alla fine la delibera – grazie ai 9 voti favorevoli della maggioranza, un astenuto (Vellante) e 7 contrari dell'opposizione – è passata. Il Consiglio ha dunque stabilito che sarà compito della giunta decidere le modalità di alienazione delle quote in vendita, trattativa privata o bando.

Da sottolineare come la cifra stabilita per la cessione del 12% (10mila 800 quote) sia stata sottodimensionata rispetto alla perizia iniziale firmata dal commercialista pennese, Toni Di Nino. Per il 12% di vestina gas, saranno dunque necessari 1 milione e 410 mila euro circa. La maggioranza di D'Alfonso non ha voluto cedere tutto il pacchetto azionario della società, partecipata anche dai Comuni di Loreto e Collecorvino, così come ha consigliato anche il revisore contabile, Maurizio Bucci, per rendere più appetibile la cessione. Ed è intenzionata a mantenere una buona fetta delle quote societarie.

Ma il tempo è tiranno. Entro il prossimo 31 dicembre, dovrà arrivare nelle casse dell’ente la liquidità necessaria per evitare il default e far fronte al debito, oltre 700 mila euro, maturato nei confronti della famiglia Cutilli per l'esproprio dei terreni dove fu costruita la struttura sanitaria del Carmine.

Francesco Bellante

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