Vestina Gas, vendita prorogata

4 Gennaio 2016

Nuovo tentativo per evitare il dissesto, poi si proverà la cessione totale

PENNE. Sono giorni di lavoro, a Penne, per la maggioranza del sindaco Rocco D’Alfonso. In agenda c’è sempre la vendita del 12% della partecipata Vestina Gas in modo da poter salvare l’ente dal dissesto finanziario. Sui conti del Comune, pesa il debito di 780 mila euro maturato nei confronti della famiglia Cutilli, con tanto di sentenza esecutiva, per l’esproprio dei terreni dove fu costruita la struttura sanitaria del Carmine. Sta di fatto che l’amministrazione cercherà in tutti i modi di recuperare i fondi necessari tramite la proroga della trattativa privata per la cessione del 12% di Vestina Gas. L’ultimo tentativo, a fine dicembre, si è concluso con un nulla si fatto nonostante le circa 50 aziende invitate a partecipare. A parte un abboccamento con Heracomm, è stata la Edma srl, che serve 19 Comuni nelle Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo), la più vicina ad acquisire le quote. Se anche il prossimo tentativo dovesse andare male, il Comune, come consigliato anche dal revisore dei conti Maurizio Bucci, potrebbe vendere l’intero pacchetto in proprio possesso di Vestina Gas, ovvero il 57%. Intero pacchetto azionario messo già da tempo in vendita, tramite asta pubblica, dal Comune di Collecorvino che ha avviato la dismissione del proprio 11% di Vestina Gas per 1,4 milioni. Ma anche questo tentativo è andato a vuoto.

Il sindaco D’Alfonso, nei giorni scorsi, aveva paventato anche lo sblocco di alcuni fondi regionali per evitare il dissesto, ma l’operazione non sembra fattibile in tempi celeri per evitare il dissesto. Il termine ultimo per reperire i 780 mila euro utili a ripianare il debito con i Cutilli è scaduto lo scorso 31 dicembre e, dopo l’Epifania, il Comune rischia di veder avviata la procedura di dissesto se il governo D’Alfonso non dovesse trovare la quadra contabile in extremis.

Francesco Bellante

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