Vestina, strada a rischio senza marciapiedi

24 Agosto 2017

La via simbolo della città, conosciuta come il “Chilometro lanciato” dai tempi   della Coppa Acerbo, è piena di locali notturni ma percorrerla è molto pericoloso

MONTESILVANO. È una delle strade simbolo di Montesilvano. In tanti lo chiamano ancora Chilometro lanciato, retaggio del Gran Premio di Pescara che qui aveva il Flying Kilometre: una sorta di autovelox alla rovescia, che assegnava un premio in denaro al pilota che, in gara, lo attraversava alla velocità più elevata. Nonostante sia intensamente trafficata, non ha neppure i marciapiedi.
Via Vestina è da anni lo specchio di un'edilizia priva di programmazione, con segnali stradali e paline dell'autobus che spuntano dalle siepi private delle abitazioni. L'assenza di parcheggi sufficienti, in particolare nelle ore notturne, quando sono aperti diversi pub e locali, riempie la strada di auto in sosta: è facile così vedere le persone camminare in mezzo alla carreggiata per raggiungere le gelaterie. Stranamente il discorso è valido solo per un lato, quello con i numeri civici dispari: il lato pari invece, ha marciapiedi e spazi regolari per tutto il percorso. Sul lato del fiume, via Vestina ha i marciapiedi a sprazzi, che diventano sempre più rari fino a sparire del tutto, man mano che ci si avvicina al territorio di Cappelle sul Tavo.
Tutte le traverse sul lato dispari, dove le vie prendono il nome dei musicisti (in particolare via Vivaldi e via Puccini) si trovano a un livello inferiore rispetto alla strada principale: la presenza dei marciapiedi migliorerebbe la visibilità per le auto che si immettono, ora del tutto compromessa. All'altezza di via Vivaldi è stato installato uno specchio per cercare di ovviare al problema, ma nel frattempo continuano a verificarsi incidenti. Altri pericoli legati all'assenza del marciapiede sono all'incrocio con via Marco Polo, dove è presente il semaforo: qui, per almeno 50 metri, la vegetazione costringe a camminare sulla strada. Via Vestina è un lunghissimo rettilineo: durante il giorno, il traffico non permette di superare i limiti di velocità ma nelle ore notturne non mancano incoscienti che provano a raggiungere le velocità di Juan Manuel Fangio e Tazio Nuvolari. Questo nonostante la presenza di una serie di autovelox fissi lungo il percorso che, almeno secondo i residenti, non sono effettivamente funzionanti. Ma dovrebbe essere il buon senso a suggerire prudenza su una strada dove non sono mancati incidenti mortali. E pensare che tanti, soprattutto d’estate, utilizzano la bicicletta.
Andrea Settembrini
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