Veterinaria e mafie: il libro di Rigonat

15 Giugno 2019

Stamane, dalle 10,30, nella sala Tinozzi della Provincia, sarà presentato il libro “Veterinaria e Mafie” della dottoressa Eva Rigonat, racconto di sette storie di minacce e violenze, realmente...

Stamane, dalle 10,30, nella sala Tinozzi della Provincia, sarà presentato il libro “Veterinaria e Mafie” della dottoressa Eva Rigonat, racconto di sette storie di minacce e violenze, realmente accadute e subìte da medici veterinari, in aree “difficili” dell’Italia. Anmvi Abruzzo e l’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Pescara, di concerto con gli altri Ordini provinciali abruzzesi, all’indomani della notizia di pubblicazione del libro, hanno voluto testimoniare l’ammirazione per il coraggio e la loro vicinanza a Eva Rigonat, organizzando la presentazione ufficiale del libro nella Provincia di Pescara. Spiega il presidente Anmvi Abruzzo Marco Della Torre: «Abbiamo da subito incontrato il favore da parte sia della Provincia con il presidente Antonio Zaffiri, che ci ha messo a disposizione la sala Tinozzi, sia della presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo che ci ha dato il suo patrocinio con il presidente Lorenzo Sospiri. Entrambi saranno presenti e son certo raccoglieranno il nostro messaggio di allarme». «Ho un’amicizia vera e una stima profonda nei confronti di Eva», afferma il presidente dell’Ordine dei Medici veterinari Nicola De Luca, «e per questo ho voluto organizzare l’evento qui a Pescara, perché insieme abbiamo lavorato bene nel Comitato nazionale Fnovi e perché non è facile in tempi come questi parlare e raccontare storie di mafia. È ormai triste attualità leggere sui giornali e vedere in tv, anche da noi in Abruzzo, notizie di colleghi liberi professionisti e dipendenti pubblici, nell’esercizio delle loro professioni e funzioni, minacciati e a volte anche aggrediti, con esiti terribili soprattutto nella vita professionale e privata del medico veterinario. Conoscere e condividere con tutti e con le autorità altrui esperienze e saperne soprattutto le evoluzioni successive può servire da monito e insegnamento non solo per le autorità che vorranno intervenire, ma anche per noi che rappresentiamo istituzionalmente la nostra professione, una volta bella e adesso sempre più difficile».