Vi sveliamo le loro facce Sembrano dei ragazzini

27 Settembre 2018

Il loro avvocato: «Erano in vacanza e non fuggivano, sono estranei ai fatti» E le vittime degli altri raid pronti a riconoscerli: «Fateci vedere le foto» 

LANCIANO. Quasi un affare di famiglia la cruenta rapina compiuta ai danni dei coniugi Martelli. I tre arrestati sono infatti parenti: Costantin Aurel Turlica, 22 anni, e Ion Cosmin Turlica, 20enne, sono fratelli, mentre è un cugino Ruset Aurel, 25 anni. Hanno volti da ragazzini quelli che per gli inquirenti sono le belve. Sono operai, uno risiede a Lanciano, uno a Piove di Sacco in provincia di Padova, e uno a Parigi. Erano a Lanciano in vacanza, come precisato dall’avvocato Domenico Russo. «Sono sorpresi dall’indagine e dal fermo», sottolinea Russo, «e si dicono estranei ai fatti. Non ci sono stati notificati i reati commessi, ma sono legati alla rapina ai danni dei coniugi Martelli da cui si dicono estranei (in serata la Procura ha specificato che i tre sono indagati per i reati di rapina, sequestro di persona, lesioni gravissime, porto d’arma, ndc). Sono tutti incensurati. Non sono stati interrogati». Ore in commissariato per due dei tre banditi, in silenzio e in isolamento. Mentre il terzo complice, accompagnato dall’avvocato, è tornato nella casa di corso Roma, dove c’è stato il sopralluogo della Scientifica che ha portato al sequestro di alcuni oggetti. «Cose comuni», chiarisce il legale, «non stavano fuggendo, ma erano venuti a trovare il fratello a Lanciano. Non si esprimono benissimo in italiano, ma lo capiscono».
LA VINCITA. In vacanza secondo il legale. Mentre per gli inquirenti i tre erano riuniti, assieme a un quarto bandito e forse a un quinto complice, per mettere a segno la rapina, convinti di trovare parecchi soldi in casa Martelli. Si era sparsa la voce che il medico avesse vinto una grossa somma di denaro lo scorso anno. Motivo che avrebbe attirato l’attenzione dei rapinatori, sicuri di trovare parecchio contante in casa della coppia.
LA DONNA. Altra voce quella che vede una donna romena coinvolta nella rapina. Non avrebbe partecipato all’assalto, ma potrebbe aver fornito elementi utili ai connazionali in quanto collaboratrice familiare dei Martelli. Che invece escludono categoricamente di avere, o aver avuto, badanti o collaboratrici domestiche romene. Ne hanno una, italiana, che li aiuta da 30 anni.
LE ALTRE VITTIME. Importanti nelle indagini anche i ruoli delle altre vittime. Come Massimiliano Delle Vigne che il 5 settembre 2017 subì una rapina in villa assieme alla moglie. I due furono presi a manganellate e a calci e pugni. «Sono le stesse persone, ne sono sicuro. Anche se ho visto solo occhi dietro a un cappuccio. E voci. Ma tutto combacia. Il capo forse è un pugliese, e gli altri sono dell'Est Europa» ha detto Delle Vigne agli inquirenti. Pronto a fare un riconoscimento fotografico Domenico Iezzi, commerciante 73enne di San Vito Chietino, vittima di una rapina molto simile a quella dei Martelli, nel marzo scorso. Rapina cruenta, in cui lo pestarono e un bandito gli tagliò un dito. «Li hanno presi? Bravi», ha sottolineato Iezzi, «se me li dovessero far vedere in faccia, forse potrei riconoscerli. Mentre era lì a gonfiarmi di botte, uno ha alzato leggermente il passamontagna. E mi ha urlato di non guardarlo. Fatemi vedere qualche foto».
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