Via all’assegno d’inclusione Sarà erogato dal 26 gennaio

La misura riguarda circa 15mila abruzzesi, c’è ancora tempo per chiederla Il sussidio medio è di 635 euro al mese per 500mila nuclei a livello nazionale
L’AQUILA. L’assegno di inclusione – dal 18 dicembre scorso è scattato il via alle domande sul sito Inps, dal primo gennaio quello tramite i Centri di assistenza fiscale – è lo strumento che ha di fatto sostituto il reddito di cittadinanza. L’Inps ricorda che i primi pagamenti arriveranno il 26 gennaio. Al momento, a livello nazionale, il numero dei percettori è simile a quello dell’avvio del reddito di cittadinanza nel 2019, anche se risulta essere inferiore di circa 200mila nuclei rispetto alla platea di potenziali beneficiari (circa 737mila nuclei). Per quanto riguarda il Supporto per la formazione e il lavoro – l’altro strumento lanciato sul fronte delle politiche attive del lavoro – in quattro mesi ha totalizzato oltre 150mila domande. Più di una su tre risulta accolta.
635 euro al mese
L’assegno di inclusione darà un beneficio medio di 635 euro per cinquecentomila nuclei familiari, secondo i dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Per quanto riguarda l’Adi, quelli che stanno circolando in queste ore sono soltanto i dati di partenza dello strumento che vedrà tra nove giorni i primi pagamenti. I numeri, dunque, sono ancora in piena evoluzione. «Le esperienze passate», ha voluto sottolineare Vincenzo Caridi, direttore generale dell’Inps, «ci dicono che, trattandosi di una prestazione rivolta a nuclei fragili, molti utilizzeranno patronati e Caf per presentare l’istanza, quindi una prima sostanziale valutazione potremo farla soltanto a fine gennaio».
IL CONFRONTO COl Reddito
Al momento, il numero dei percettori è simile a quello dell’avvio del reddito di cittadinanza nel marzo 2019, ma inferiore di circa 200mila nuclei rispetto alla platea di potenziali beneficiari che ammonta secondo le stime ufficiali a 737mila nuclei. L’importo, secondo le stime attuali, appare più sostanzioso di circa 100 euro. Ma le domande sono ancora in arrivo, anche perché possono essere inoltrate tramite i Caf, i centri di assistenza fiscale che offrono un servizio di prossimità ai cittadini, soltanto da questo mese
DOVE È STATO PIÙ RICHIESTO
Le domande per l’Adi arrivano soprattutto dalle regioni che accoglievano il maggior numero di beneficiari del reddito di cittadinanza, quindi Campania, Sicilia, Lazio e Lombardia. Per quanto riguarda l’Abruzzo, gli esodati del reddito di cittadinanza sono 14.700, che corrispondono a 8.750 nuclei familiari. Si tratta di 4.100 cittadini pescaresi, 4.000 teatini, 3.550 aquilani e 3.050 teramani. Per ottenere l’assegno di inclusione è necessario un Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, sotto i 9.360 euro. Chi supererà i controlli avrà i pagamenti direttamente sulla card di Poste Italiane.
chi CONTROLLa
Le verifiche sui requisiti richiesti per accedere alla misura, diversamente da quanto accadeva con il reddito di cittadinanza, avvengono prima di far scattare il via libera alle erogazioni.
l’altra misura
Il Supporto per la formazione e il lavoro, n quattro mesi, ha totalizzato oltre 150mila domande. Più di una su tre risulta accolta (56mila), mentre il beneficio (350 euro) è già stato erogato a 26mila richiedenti. I destinatari potenziali non sono i nuclei fragili, ma i soggetti attivabili al lavoro che non saranno tra i beneficiari dell’assegno di inclusione e a cui, per l’accesso alla nuova misura, viene richiesto di assumere un impegno definito, anche se supportato, di avvio al percorso lavorativo. L’indennizzo è riconosciuto solamente in caso di effettivo avvio di un corso di formazione o altra iniziativa di attivazione professionale. Tutto passa attraverso la piattaforma Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, pensata per rafforzare il legame tra la domanda e l’offerta di lavoro, ma anche per consentire, a tutti i soggetti coinvolti, di avere in un unico punto le informazioni di cui necessitano, collegando tra loro utenti, regioni, centri per l’impiego, enti formatori, Anpal, agenzie per il lavoro, Comuni e Inps.(u.c.)
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